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lunedì 8 giugno 2009

il male


si annida nei risvegli più duri, come un'ombra vista di sfuggita, o un sogno vividissimo appena dimenticato

la parola risolutrice non viene, l'urlo che modula in canto, tutto ingoiato dal mistero dell'udito, per noi che guardiamo senza capire

eppure l'oggetto è lì, lì stanno l'uomo e la donna, che dio li perdoni o li abbia in gloria

nessuno se ne cura, tra un milione di anni rideremo forte, polvere senza denti

qualche insulto mormorato tra i denti, appiccicoso come un candito, dolce come il veleno. tra liquefazioni e ricomposizioni, corpo e pelle piovono sull'asfalto caldo, fuori delle lenzuola.

riscaldo il mio corpo, chiedo aiuto ai saggi, oggi è quasi finito.

lunedì 10 novembre 2008

crediti

d'accordo, lo sanno anche i sassi ormai
con Obama ci hanno fatto una testa così, miracolosamente quasi senza raccontare nulla che valesse la pena di sapere
non è il Messia, restano pur sempre gli Usa, e quello che volete
hanno festeggiato tutti la sua vittoria
beh, quasi tutti, basta guardare il TG4, per esempio

per quanto mi riguarda, misuro una volta di più, a grandi passi, la distanza che separa l'Italia da non voglio dire una democrazia, cosa che esula dalle mie modeste competenze, ma da un paese che non è imbavagliato e rovinato dai suoi scheletri nell'armadio
non mitizzo la giovane età di Barak, né il colore della sua pelle, né le sue capacità
di certo la mie giornate sono migliori da quando si è conclusa la kermesse elettorare statunitense, e da quando si è saputo della sua vittoria. e mi sono scoperto ammirato e stupito , sinceramente, degli statunitensi. con buona pace di tutti i pareri sull'Obama fuffa, di coloro che la sanno sempre un po' più lunga ecc.ecc.

ma comunque, considerando semplicemente la semiologia del "Presidente" (quello eleggibile dal "popolo", ovviamente), quello che "rappresenta" (un pezzo dell'identità di un paese, ciò a cui un paese "tende"), con la sua semplice evidenza di "cosa reale", di figura, solo apparentemente ovvia.
bene, in Italia tutto questo, e il "cambiamento", questa eterna trovata retorica, questa mezza bugia che pure ha fruttato la vittoria anche a Obama, è rappresentato dal Silvio, lo sappiamo.
ma ora fa ancora più male.
ci sono domande?

giovedì 9 ottobre 2008

stratagemmi


al mattino presto, per evitare (in parte) il traffico, attraverso le stradine "di campagna" del Parco del Ticino, a due passi dal caos.
già da qualche settimana c'è una lieve foschia, come cotone posato sui campi, e gli aironi, eleganti e filiformi, hanno un che di spettrale e familiare sotto il cielo arrossato.
poi, da qualche giorno, cumuli di letame fumante riposano come un grande corpo sudato e scuro, sfinito e steso a terra.
intanto va il radiogiornale di Radio Popolare. come controcanto ai fantasmagorici e omertosi TG.
eppure anche qui notizie indigeribili, plasmate ad uso e consumo. dopo Abba, siamo tutti Abba, cominciano "fare notizia" episodi di pestaggio a sfondo razzista. non mi piace questo clima, non mi piace pensare che si stia scherzando col fuoco a voler imitare "i film americani". non mi piace pensare, ancora, che ci siano delle complicità che fanno comodo a tutti, bianchi e neri, fascisti e comunisti che non si svegliano da un passato nato morto ma che tengono in vita con vero accanimento terapeutico. una melma densa nella quale stanno affondando lente le borse e le banche, nel vuoto pneumatico dell'assenza di una qualsiasi strategia, una gara di prefiche e di paparini premurosi a piangere e rassicurare sul latte versato e irrancidito di un sistema tanto odiato fino a ieri, ma che oggi si vuole "salvare" chissà come, bruciando inutilmente enormi risorse invece di cogliere l'occasione per attuare "una svolta".
mi chiedo che razza di tempo sia questo.
domanda inutile, non lo amo questo tempo, non lo amo.

canto a squarciagola con Bennato, che forse mi passa...

quanti libri di storia-a-a-a
tutta la civiltà-à-à-à-à
c'è un elenco di buoni-i-i-i
i cattivi di là-à-à-à-à
sono tutti schedati,
eh! ma che bella città!

sul giornale c'è scritto-o-o-o
puoi fidarti di me-e-e-e-e
il peggiore di tutti-i-i-i
si è scoperto chi è-è-è-è-è
ha le ore contate,
eh! ma che bella città!

mercoledì 30 luglio 2008

Italia, energia da vendere

Forse qualcuno lo avrà già sentito, se per qualche fortunata occasione avesse seguito Report e/o spulciato alcuni quotidiani locali o le pagine più nascoste di qualche giornale nazionale, ma in genere non se ne trova traccia né scritta né parlata, nessun invitato ai dibattiti pare ne faccia cenno e tantomeno vengono invitati i diretti interessati.

Ma, vegnimo a dir el merito, come diceva Lonardo, rustego goldoniano, in Campania, in provincia di Salerno, in quella regione che si vuol far apparire ad ogni costo ricettacolo d'ogni male, corpo estraneo, mela marcia di una nazione tanto per benino come l'Italia, con la sua pettinatura in ordine, ma che invece dell'Italia è il bagno mai pulito, il ripostiglio, l'ingresso sul retro, l'affluente nascosto (nascosto?), poligono di tiro di una politica indistinta dall'economia, il tutto inteso nella peggiore accezione;
in Campania, dicevo, esiste "un comune, quello di Torraca, dove (cito incollando parti di vari articoli) l’amministrazione ha installato circa 700 punti luce per un investimento, grazie a fondi regionali, inferiori a 300mila euro che si prevede rientreranno entro 6 anni.
Gli impianti sono stati realizzati dalla Elettronica Gelbison di Ceraso (sempre in provincia di Salerno) e dovrebbero generare un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e dell’inquinamento luminoso del 90%.

Questa piccola cittadina sarebbe la prima “Led City al mondo” tanto che Toronto (Canada) che ha un solo parcheggio illuminato a led ha richiesto un gemellaggio con questa cittadina."
Leggete la sezione dei commenti nel sito del comune, una interessantissima rassegna stampa.

Pensate a cosa significherebbe un'operazione del genere su scala nazionale, che enorme risparmio energetico e salvaguardia ambientale/salutare, e a come diventerebbero immediatamente importanti e appetibili le fonti alternative, incidendo su un fabbisogno molto più basso. Sarebbe un'operazione di luminosa intelligenza e di vera politica. Magari si potrebbe capire quanto è idiota cercare nell'uranio un banale sostituto del petrolio, ma più pericoloso e ugualmente esauribile su tempi medio-brevi.
Un paese di normali risorse intellettuali capirebbe subito che, conti alla mano, magari potrebbe anche essere più conveniente e facile da realizzare, con svariati riflessi su occupazione e investimenti, se proprio si volesse insistere a ridurre stolidamente la politica a politica finanziaria.

chiedo a chi è sensibile alla questione di diffondere, nel proprio piccolo, la conoscenza di questi argomenti, e magari di scrivere a qualche giornale.
(ho appena scoperto il sito della FIRE, da non perdere)

venerdì 13 giugno 2008

il mio "contemptu mundi"


milano stenta a riprendersi una serenità anche solo meteorologica
il sole passa malamente sotto il grigio tumido e caldo delle nuvole

mattinata in giro per uffici, anche se la scadenza delle tasse è lunedì
voglio stare lontano dallo studio, dal telefono in perenne allarme, dalle ansie e soprattutto dall'arroganza media dei clienti, che ogni anno reclamano, pontificano, criticano, senza avere la minima idea di che cosa stanno dicendo

intanto in moto mi godo la corsia preferenziale degli autobus, sveltendo il percorso sulla circonvallazione affogata. guardo scorrere i finestrini delle auto ferme, come fossi sul treno

l'Agenzia delle Entrate di Piazza Stuparich offre lo stesso panorama di sempre, un baretto appena fuori dall'ingresso, lastricato di legno scuro, con un anziano abbandonato sulla panchina, fila al banco di rilascio dei numeri, ma nessuno protesta quando passo avanti, ho già un appuntamento.
nel complesso me la sbrigo in fretta, la funzionaria giovane, carina e partenopea mi manda al primo piano, in un ufficio dove stanno in quattro. una signora, che mi ricorda la mia prof. di francese mi chiede se mi da fastidio il fumo, e si accende una sigaretta. donna interessante, sarcastica, intelligente, che ha l'aria di essere sempre al di sopra delle parti. il funzionario che mi segue è cordiale, sveglio, e lui invece mi ricorda il mio primo insegnante di chitarra. nel complesso un'atmosfera accogliente, con gran sfoggio di sorrisi e attenzioni. fosse un ristorante, ci ritornerei.

poi mi invento un nuovo percorso per arrivare fino in via Melchiorre Gioia, all'INPS. attraverso la zona Fiera, arrivo davanti al Cimitero Monumentale, e in poco più di 10 minuti sono a destinazione. un ragazzo nero, fuori del cancello del mostruoso palazzo dell'Istituto, distribuisce timidamente dei volantini di una finanziaria. la luce cambia rapidamente e violentemente, da gialla a blu a quasi viola, gonfia di pioggia ipotetica e tesa che non si degna di cadere.
arrivo al terzo piano, e mi trovo proiettato negli anni '60. insegne per le uscite e le direzioni in perfetto stile d'epoca, rosse su fondo di metallo grigio. stanzone semivuoto, i cavi elettrici pendono come tendini o ragnatele sui computer, sembra tutto prossimo al crollo. arriva un imprenditore sui 50anni, nel pieno della prepotenza e delle solite lamentele echeggianti nelle teste vuote, "ormai bisogna aspettare dappertutto", e sbuffi a preduta d'occhio. lo ignoro felicemente.
il funzionario mi rimanda ad un collega "tutto in fondo a sinistra". dove mancano anche le piastrelle per terra e sembra un cantiere in costruzione. ma la stanza esiste. il signor M. è all'estremo angolo del fabbricato, dietro uno scaffale coperto da due poster sulle vacanze in Trentino di vent'anni fa. è circondato dalle piante, a terra e sopra al mobile-archivio dietro di lui. foglie mezzo riarse immerse in bottiglie di plastica tagliate, piccole magnolie, due bottiglie di vetro vuote. lui ha il volto scolorito come un tessuto colpito da candeggina. quieto, remissivo, con problemi di pronuncia. rivendica le vessazioni subite dal collega P. e minaccia denunce, a fatica. con desolante e commovente insicurezza. impossibile non sentirlo subito fratello.

torno in ufficio, in via Giambellino vedo una vecchia signora spettinata e con stampelle, nel suo vestito a losanghe gialle e marroni, senza denti, demente. poggia i fianchi a lato di un ingresso di casa popolare che porta una coccarda grigia di lutto. faccio in tempo a sentire che viene invitata a spostarsi in malo modo da due giovinastri che devono entrare nel portone in scooter. per un istante penso che dovrei passare una giornata in moto in giro per la città a scattare foto.
la nostra epoca è grigia sin d'ora, non è scolorita come l'Antichità o il Medioevo.
le piante danzano respirando, invisibili, il mutare dei tempi.

mercoledì 4 giugno 2008

atmosfera


piove, piove

la gatta non si muove

nemmeno l'Italia

giovedì 22 maggio 2008

a casa nostra

ripassiamo un poco di attualità, visto che tra martiri e ponti sullo stretto la malavita sembra nuovamente avere la malsana tendenza a sparire e ad incarnarsi in bande di svaligiatori di ville o campi nomadi. tra memorie corte, comode omissioni e vigliacchi opportunismi, questi sono i luoghi in cui vivo e lavoro. per esempio.


Criminalità In crescita gli affari con i cinesi. «Il potere nelle mani delle giovani leve»

'Ndrangheta. Nuova strategia: riciclare i soldi degli immigrati.

La Commissione antimafia: il denaro sporco lavato con i money transfer *** Tra Buccinasco, Corsico e Trezzano la maggior infiltrazione. E in città allarme per le periferie come Quarto Oggiaro

Cuore di mamma (santissima). Ogni buon capo mafioso, e figurarsi uno della grande famiglia ' ndranghetista, sa bene che le mani vanno tese per le armi. I soldi. E per i povericristi: le cosche calabresi fungono da banca parallela per imprenditori in difficoltà, con fideiussioni e prestiti. Poi, se serve il timbro dell' ufficialità, ci sono direttori e impiegati di istituti di credito, pesci di quest' oceano - broker, commercialisti, avvocati, titolari di imprese e negozi - tenuto a galla dalla ' ndrangheta. Che «a Milano rappresenta la metafora della sua ramificazione tentacolare». Lo scrive nel rapporto diffuso ieri la Commissione parlamentare antimafia. Che manda un messaggio alle istituzioni: «L' aggressione al cuore economico delle cosche deve rappresentare la vera sfida». Una sfida che passa per i soliti cognomi, i soliti posti. E gli insoliti cinesi e money transfer. Stranieri e scontrini Partiamo dal capitolo denaro sporco. I canali attraverso i quali viene lavato «sono tra i più ingegnosi». E fin qui, si sapeva. Una recente novità porta a un forte interessamento per i money transfer, gli sportelli coi quali gli stranieri inviano denaro all' estero, in Patria: «In Italia restano gli euro "puliti" dei lavoratori extracomunitari, fuori dai confini si volatilizzano gli euro "sporchi"». Altro fronte: i supermercati e gli scontrini. «I registratori di cassa emettono ricevute a raffica, anche con qualche cifra in più». Così «gli ' ndranghetisti stanno aprendo catene di negozi e centri commerciali in società con i cinesi». Etnia che gode d' una considerazione positiva da parte calabrese. Ruspe e spallate Non manca, e non mancherà dopo questo rapporto della Commissione, chi - specie fuori città - obietterà, protesterà, giurerà che son tutte e solo falsità. Tant' è. «Nel triangolo Buccinasco-Corsico-Trezzano non è nemmeno pensabile che qualche con proprie offerte o iniziative "porti via il lavoro" alle cosche calabresi che hanno le loro imprese diffuse sul territorio». Imprese che, nell' hinterland, riguardano in gran parte i cantieri edili e che, a Milano, gravitano sull' Ortomercato e insozzano le periferie (è citato il caso di Quarto Oggiaro). E però è in provincia che la ' ndrangheta semina, miete e raccoglie. Nel triangolo Buccinasco-Corsico-Trezzano, più Rozzano e Cesano Boscone, «le tradizionali famiglie malavitose, sempre più saldamente radicate al territorio, hanno iniziato a gestire e sfruttare le zone di influenza stringendo alleanze con spregiudicati gruppi politico-affaristici». Parentesi doverosa: il rapporto, la Commissione l' ha realizzato col materiale delle inchieste giudiziarie, con il lavoro di magistrati e forze dell' ordine. Non ha, insomma, attaccato a casaccio. I soliti noti Quello della ' ndrangheta è un appello che si perpetua. Cambiano i nomi di battesimo (coi vecchi finiti in galera) non i cognomi. Tali e quali da decenni. Seguendo l' ordine alfabetico ecco per esempio Arena, Bellocco, De Stefano, Ierinò, Imerti, Mancuso, Mazzaferro, Pesce, Sergi e via dicendo. La lista è lunga. La lista invece di chi deve combatterla finisce subito: come già lamentato dal procuratore aggiunto Alberto Nobili, le risorse specializzate nel contrasto ammontano, tra Ros, Gico, Sco e Dia, a 200 unità. * * * 545 Gli immobili confiscati alla ' ndrangheta. Ma a Milano l' iter per poterli riconvertire in attività utili è ormai bloccato da due anni

Galli Andrea

Pagina 10
(21 febbraio 2008) - Corriere della Sera

martedì 13 maggio 2008

giro di boa o di boia


estate lenta e veloce, a risorgere ogni mattina e a tramontare a metà pomeriggio, dietro qualche nuvola o semplice lattigine tendente al celeste
un trionfo di fioritura di pioppi cotonati, una maledizione per il mio naso e i miei occhi, una benedizione per il mio cuore

le previsioni danno brutto per il finesettimana, e venerdì dovrei suonare all'aperto, che dite, per una volta sarò graziato?

è iniziato il periodo delle dichiarazioni dei redditi, per tenermi su ho messo come sfondo del desktop queste splendide gerbere che appaiono qui sopra.

dovrei aggiungere qualcosa di serio, del tipo "che ragionamento imbecille è affermare, come fosse qualcosa di positivo, che un governo composto da semi-incompetenti, di basso profilo come viene detto, costituisce una responsabilità senza scampo per il premier?". in un paese normale un governo dovrebbe essere formato da persone capaci di organizzazione e dotate di conoscenze nel reparto loro assegnato. mi vergogno quasi a scriverlo, sbaglierò, è troppo banale. e sarebbe responsabilità negativa del premier (Primo Ministro fa proprio schifo, eh?), incapacità, scegliere persone inadeguate ai loro compiti. infine, ma so bene di esagerare, non sarebbe male nemmeno se venissero resi pubblici e dettagliati curriculum e motivi delle scelte.
oppure potrei dire che la democrazia si esporta a macchia di leopardo, o a cazzo di cane, se preferite, dato che in Birmania ci sarebbe una ottima occasione per fare pure bella figura spolverando le armi, trovando forse l'unico lato positivo in uno pseudo-principio allucinante. salvando alcune centinaia di migliaia di disgraziati che il regime militare potrebbe allegramente sacrificare in nome dell'autonomia politica, ora inviolabile, mica come in Iraq o in Africa. per dire.
tanto che oggi dal telegiornale (almeno dal TG5) sono spariti i reportages dalla zona, in favore del nuovo terremoto in Cina, provvidenziale, evidentemente.
su Travaglio vi rimando a Virginie, un gran bel rimando, direi.
ma io non capisco le finezze della politica e dell'informazione, riesco solo a sentire un nauseante fetore di morte. "insopportabile puzza di merda", in effetti, sarebbe stato meno poetico.

meno male che i fiori, almeno quelli, profumano di vita e di gioia, lievi e colorati come un sogno in una notte fresca. respiro e mi sento pieno di vita, di forza, di calore, di musica. e profumano le mie nipotine adorate chemi tornano in mente, domenica giocavamo in giardino, le sento ancora ridere, e la maglietta che mi hanno strappato è di là, l'inquietudine che mi accompagna sempre si placa. pace.

mercoledì 23 aprile 2008

question time

perché pensare di destinare 300 milioni di euro ad investimenti nel sociale, per esempio, quando ci si può inventare un prestito-ponte per la compagnia di bandiera così ben gestita da perdere 1 milione di euro al giorno e non si sa nemmeno come fare per venderla?
da restituirsi entro il 31/12/2008.
ma ceeeerto, è un prestito, mica un aiuto di stato
ci sono dubbi?

venerdì 11 aprile 2008

il volo del tacchino

riporto il mio commento, con qualche piccola variante, all'acuto post di 'ze', linkato nel testo
ringrazio pubblicamente lui e virginie per il prezioso confronto e dibattito di questi giorni sui loro blog, che invito tutti a visitare (virginie compare qui a lato tra i "preferiti")

probabilmente io pecco di ingenuità politica, o ingenuità tout court.
ma non riesco, dite pure che non voglio, privilegiare il timore di larghe intese rispetto alla speranza di una collaborazione tra sinistre, magari al governo.
i programmi sono pur qualcosa su cui basarsi, e le 6 striminzite pagine del PDL vorrei poter dire che si commentano da sole: soldi e immigrazione, poco o niente altro. si sa, il popolo di destra non ama leggere, inutile perdita di tempo. e il tempo è denaro.
ritengo che i punti di contatto a sinistra siano superiori, per quanto su Afghanistan e Iran non ci siamo proprio, e su qualche altra cosetta circa le questioni che coinvolgono la sessualità. compaiono testamento biologico e diritti delle coppie di fatto, ma sarà ben dura "quagliare" su questi temi. e se sarà, non sarà con le destre. ecco perché ci spero.
infine, che si fa? deve passare questa generazione di politici, e passare alla meno peggio, altrimenti, con la speranza che una sinistra cazzuta e forte abbastanza ribalti questa realtà che sa di merda, come giustamente dici, stiamo a fustigarci e ad auspicare l'ideale non raggiunto.
la sinistra vincente sarebbe stata quella che comprende il meglio del PD e il meglio della SA.
ma non esiste, e solo a pensarci mi incazzo ancora. e Veltroni, qualsiasi "cosa" sia, NON è Berlusconi.

detto questo, andate a votare, documentatevi, siate onesti.
ci risentiamo nel post-elettorale.

martedì 25 marzo 2008

ricorrenze

l'anno scorso sono stato qui
a parte l'ovvia considerazione che è già passato un anno e nemmeno me ne sono accorto
è stata un'esperienza emozionante, alla quale ho ripensato spesso
chiedendomi se l'avrei mai ripetuta o se invece non si fosse trattato di uno splendido ma unico exploit
beh, ora mancano cinque giorni alla scadenza della presentazione del testo e della domanda di partecipazione e non ho né deciso né tantomeno scritto alcunché
l'anno scorso andò nello stesso modo, del resto
scrissi e mandai in pochi giorni e venni selezionato
conservo ancora la targhetta di "monologhista"
ma sono davvero combattuto, accidenti a me

martedì 26 febbraio 2008

nuove spigolature



da ignorante quale sono su molti argomenti, mi faccio domande magari ingenue, ma non me ne vergogno
ho, come molti, la passione di sapere, di conoscere, che non è certo una novità. "ogni uomo desidera per natura di conoscere" è una formulazione che troviamo nella Metafisica di Aristotele...
ho perduto invece l'ossessione di avere (o, ancora peggio, di dire) una mia opinione su tutto (o almeno di sfornarla immediatamente), moda che va invece allegramente diffondendosi. questa ha formulazioni meno nobili ma non è meno antica della precedente...basta dire qualche frase riciclata sugli argomenti di grido per apparire al passo coi tempi e soprattutto lasciare un'impressione di intelligenza e smaliziata sapienza.
come quel signore che, partendo dalla constatazione che sono stati installati ripetitori per cellulari in alcune stazioni della metropolitana milanese così che - come accade in altre città europee quali Parigi e Berlino - i telefonini "prendono" anche in viaggio, estendendone quindi l'uso anche sottoterra, giunse con un volo pindarico alla conclusione che poi ci lamentiamo se i giovani sono rincoglioniti. sottintendendo l'effetto dell'uso eccessivo del cellulare...ma il filo che collega i due capi del ragionamento (?), la parte che cioè più importa perché dà conto dell'andamento e della fondatezza del pensiero, è stato sacrificato in favore dell'asso nella manica, la massima conclusiva, prendere o lasciare. da un giudizio di merito - verso il quale si può dissentire e ragionare - ci si sposta su un giudizio di valore fondato sull'autorità di una fonte o di un luogo comune, da assorbire o rigettare come un corpo estraneo. dal quale, ahimé, raramente crescono perle. questo è ciò che offre molto (troppo) del panorama informativo e politico attuale italiano. fatto di malafede e disonestà intellettuale. come p.es. mettere in campo i personaggi ormai da commedia dell'Arte (personaggi presi dal vero ma resi inerti dal farne un tipo e quindi un fantoccio ad uso del commediante) del pensionato che non arriva a fine mese, del clandestino che minaccia la sicurezza, del giovane bamboccione/precario, dell'imprenditore evasore, fino ad arrivare al dio che vuole così... e mettere in piedi uno spettacolino confezionato ad hoc per il quarto d'ora di celebrità. no, non è nuovo reggersi sulla convenzione ed il conformismo, epperò questa perdita di sensibilità davanti al reale mi pare ormai intollerabile, non mi piace, è dannosa, pericolosa, subdola. "campagna elettorale" non è licenza poetica.

martedì 19 febbraio 2008

giorno prima degli esami


dormire poco mi fa un effetto eccitante
sarò strano
mi sento suonare sugli accordi di ESP o Freedom Jazz Dance mentre davanti a me sulla scrivania ci sono caretellette piene di numeri, le dichiarazioni IVA
le sinestesie abbondano come frutti maturi
sono straordinariamente reattivo sessualmente, praticamente un caso di satiriasi (non è che di solito sia un eunuco, ma insomma, esistono vie di mezzo). del resto suonare jazz è anche esercitarsi nell'erotismo della musica, right?
sarà che c'è la luna piena e questo conta, altroché se conta
o sarà che sto convertendo il disagio dell'eterno studente in vero diritto allo studio e al cambiamento

come Salvador Dalì che si addormentava con un cucchiaio in mano per violare il mistero del sogno, e conquistare l'ispirazione del momento del trapasso, tra veglia e sonno, tra vita e morte, le sue carni sciolte, gli occhi gibbosi, le formiche e i cieli pieni di resti umani, i colori rabdomantici
tra Eliot e De André, se si continua a scrivere dopo i 25 anni (o i 18 secondo il più moderno Fabrizio) o si è degli idioti o si è poeti veramente
ma come unire l'età della pornografia, di massa e individuale, e la poesia, sono più lontani o più vicini di quanto si pensi?

non lo so, intanto l'overdose di storia bizantina mi dà alla testa, età violenta, e nella ricostruzione così rivelatrice, come ogni storia col senno di poi
fratelli che uccidono fratelli, figli che uccidono i padri, madri che uccidono i figli, eserciti di soldati accecati che marciano al comando di comandanti orbati di un solo occhio, a suggello di terribili vittorie, patti violati di continuo, intrighi e politica come convenzione di un attimo, età di controversie cristologiche, violenze spirituali, ortodossia ad ogni costo, l'età in cui è stata forgiata la dogmatica cristiana a colpi di concili e decreti che ignoriamo, in cui gli arabi erano più tolleranti dei cristiani, così bravi a rovinarsi da soli per il puro piacere di ottenere ragione, pur di cancellare il dubbio. un gran mercato dove la verità è soggetta a variazioni di cambio, a "naturali cali di peso" come certi cibi, e al fallimento costante. tutte cose che si dimenticano presto. contro questo pensare per blocchi omogenei che è la morte del pensiero e della verità.
comunque, domani si gioca. ecco, il gioco, forse sì, è la chiave. a dopodomani, coi risultati.

mercoledì 30 gennaio 2008

pubblicità progresso

gli aspetti buoni, per non dire preziosi, della tecnica e della tecnologia, sono numerosi, nonostante la moda del naturale a tutti i costi, che mi fa simpatia ma a volte fa solo tenerezza. oltre alla medicina, mi sta molto a cuore la questione delle fonti di energia e tutto ciò che vi è connesso (inquinamento ambientale fisico e acustico, sovrappopolazione, economia monetaria, alimentazione, ecc.ecc.) non mi esimo quindi dal promuovere, nel mio piccolo, questo secondo me (e non solo) importante e geniale progetto che merita pubblicità e sostegno: lo sfruttamento dei venti di alta quota, nelle zone proibite al traffico aereo. una risorsa enorme e promettente. buona lettura.

martedì 15 gennaio 2008

40anni in 2


una pizza dopo le 14, sempre al volo (dedicato ad Auramaga :)
banca, benzinaio, parcheggio, ciclo di ascolto da Tomatis e finalmente pranzo.
avevo già dimenticato il berretto grigio di lana sul bancone del caffè, posato lì per estrarre i due euro dovuti per la magnifica sfogliatina di mela. in mano avevo l'ombrello e due libri. erano le 11:47, e la prospettiva di dover aspettare due ore e mezza prima di mangiare aveva vinto.

entro in pizzeria, insomma, la cameriera dall'accento dell'est mi fa accomodare, e inizio la solita cernita tra le novanta pizze che offre il locale. opto per la numero 131 (lo so, ho appena detto che le pizze sono 90, infatti la numerazione inizia da 50, non so per quale motivo). pancetta fresca, zafferano e fiori di zucca. sottile e croccante.
appena ordinato, accanto a me si accomodano due ragazzi, i ventenni di cui al titolo. probabili compagni di squadra calcistica (parlano di un mister, sono acutissimo).
ieri avevo un volume fotocopiato e potevo leggere anche mentre tagliavo la pizza debordante dal piatto, ma oggi no, libri tradizionali, impossibile leggere senza il rischio di stamparmi una fetta sulla camicia. bianca a quadretti azzurri, finissima. allora, inevitabilmente, ascolto.
i due frequentano ingegneria. uno dice che noi di ingegneria gestionale siamo famosi per le belle donne e poi si accusano a vicenda con fraseologia affastellata di farsi dei cessi. tutto nella norma, a parte il linguaggio generazionalmente modificato, con abbondanza di sbatti (per sbattimento) & affini.
iniziano a scaldarsi. uno dice di aver conosciuto una ragazza dai tratti stranieri, africani (alcune parole le ho perse causa musica di sottofondo un po' alta...), capelli ricci...l'altro commenta figa, con una negra, stai cadendo sempre più in basso, e in risposta ma no, non è scura, e sono pieni di soldi, libanesi, lei è nata in svizzera.
ah, beh, allora è un buon partito
conviene l'amicone.
il fidanzato della negra chiede notizie sul fidanzato di sua sorella. un certo Paolo, che ha una Kawasaki 600. sì, lo conosco. è molto bello. dice. ah, beh, allora a mia sorella non posso proprio dire un cazzo. meno male, sono più tranquillo.
sai, mi ha chiesto se vado in Libano con lei. ma ci vogliono 250 dollari per il visto, hanno un solo aeroporto. che posto del cazzo. su questo sono d'accordo entrambi.
e mi viene da pensare, cari fanciulli, vivete in Italia, che di aeroporti ne ha tanti ma è grande dieci volte il Libano e la guerra è finita sessant'anni fa. in Italia, dove Malpensa è collegata con un trenino che va verso il nulla, dove l'Alitalia fallisce, il personale fruga nei bagagli, ma l'amministratore prende 2.300.000 euro di liquidazione, l'Italia che all'estero tutti prendono per il culo anche grazie ai 5 anni di governo Berlusconi, dove non riusciamo nemmeno a smaltire i rifiuti, dove in Parlamento siedono inquisiti e condannati che vogliono modificare la Costituzione, dove ci sono ospedali di nuova costruzione abbandonati e intanto si muore di lavoro, di inquinamento, di incuria, di povertà.
qualcuno glielo dirà che anche grazie a loro il paese di merda è il nostro.

venerdì 11 gennaio 2008

a futura memoria


mi hanno chiamato quelli delle pagine bianche e anche gialle
seat, si chiama la società
era una signora o signorina, bella voce, umana, per niente insistente
io poi non posso fare a meno di immedesimarmi con coloro che fanno questi lavori di telepromozioni (certo, solo se sono educati, comunque...)
e insomma, propone, dice, compaio di qui e di là, così e cosà, in alto e in basso, per un anno mi vedranno tutti, anche coloro che non hanno bisogno di un commercialista...accetto, va bene, ma alla fine, per confermare tutto, mi dice "devo registrare"
ormai non posso oppormi o ritrattare, qualche fastidioso secondo di attesa e via...praticamente ha ripetuto tutti i dati forniti, ri-descritto quello che comparirà sulle guide (nome, indirizzo, recapiti, ecc.ecc.) due volte, mentre il mio compito era quello di dire "sì" alla fine di ogni pezzo, dopo la sua richiesta di "conferma"
insomma, io mi sento sempre un idiota in una finta intervista, oltre al fatto che non aver possibilità di scelta nel dare una risposta mi mette in imbarazzo e balbetto, mi ribello alla costrizione
dire "sì" può essere terribilmente difficile, quando non hai margine di correzione
in realtà ogni cosa può essere (ed è) terribilmente difficile quando sai che è l'unica possibilità

certo, riconosco che sottoscrivere un abbonamento annuale per comparire sulle guide telefoniche non è un evento memorabile, e raramente ho sentito con così tanta forza di non invidiare qualcuno,
ma era per evidenziare una volta di più che il valore simbolico di quello che ci accade non si cura delle dimensioni "reali", o, in altre parole, che il reale non è proporzionale all'ideale, e spesso è meno importante

ah, alla fine ha aggiunto che verificherà la registrazione, e potrò venire nuovamente contattato per rifarla...speriamo di no...

mercoledì 9 gennaio 2008

aurea brevitas (e non ho nemmeno studiato il latino)

oggi mi sento poetico (tanto per cambiare, potrebbe pensare qualche adulatore/trice...)
e per citare un blog di cui non ricordo il nome, sono al lavoro e tramortito dalla voglia di non fare un cazzo.
lasciatemi solo vuotare la sacca del veleno. a sprazzi mi sovviene che la solidarietà non si compra, stranamente nemmeno coi rifiuti, come dimostrano i geniali piani di ripulitura per la difficile napoli. da due settimane (meglio tardi che mai, ma solo grazie ai napoletani avvelenati) i media vomitano i loro preziosi e partecipi reportages sull'emergenza. già che ci siete fatevi due risate con il meraviglioso comunicato stampa del governo. bisogna dare risposte alla UE? e ai cittadini no? il supercommissario avrà finalmente diritto a tutina e mantello? ho già detto che in italia non esistono politiche energetiche, sociali e ambientali degne di questo nome? e che l'antipolitica (BU!! vi siete spaventati? ma no, è solo una brutta parola) è la migliore invenzione dei politici italiani degli ultimi vent'anni? San Romano, provaci tu.
buona giornata...

martedì 8 gennaio 2008

nervi e sole (o la cosa chiamata poesia/12)




Epoca

Qui non riposa un passato
che chiamai con una campana
perché si sveglino le cose
e mi circondino gli anelli
che lasciarono le dita
ubbidendo alla morte:

non voglio ricostruire
le mani né i dolori:

poi tutto morirà
una volta per tutte, forse,
questo secolo dell'agonìa
che c'insegnò ad assassinare
e a morire da superstiti.



Sappiate, sappiatelo, sappiatelo

Ahi, la menzogna che vivemmo
fu il nostro pane quotidiano.
Signori del secolo ventuno
è necessario che si sappia
quello che noi non sapemmo,
che si veda il contro ed il pro,
perché non lo vedemmo noi,
e che nessuno mangi più
l'alimento menzognero
che ci nutriva nel nostro tempo.

Fu il secolo comunicativo
delle incomunicazioni:
i cablogrammi sotto il mare
a volte furono veri
quando la menzogna giunse
ad avere maggior latitudine
e longitudine dell'oceano:
i linguaggi si abituarono
a preparare la finzione,
a suggerire le minacce;
le lunghe lingue del cablogramma
arrotolarono come serpenti
l'impostura colossale,
finché tutti condividemmo
la battaglia della menzogna
e dopo aver mentito correndo
andammo mentendo a uccidere,
giungemmo mentendo a morire.

Mentivamo con gli amici
nella tristezza o nel silenzio,
e il nemico ci mentì
con la bocca piena d'odio.

Fu l'età fredda della guerra.

L'età tranquilla dell'odio.

Una bomba di quando in quando
bruciava l'anima del Vietnam.

E Dio entro il suo nascondiglio
spiava come un ragno
i remoti provinciali
che con sonnolenta passione
cadevano nell'adulterio.



Unità

Questa foglia sono tutte le foglie,
questo fiore sono tutti i petali
e una menzogna è l'abbondanza.
Perché ogni frutto è lo stesso,
gli alberi sono uno solo
ed è un solo fiore la terra.



Sempre io

Io che volevo parlare del secolo
dentro questo rampicante,
che è il mio libro sempre nascente,
in ogni parte mi sono trovato
che mi sfuggivano i fatti.
Con buona fede che riconosco
ho aperto i cassetti al vento,
gli armadi, i cimiteri,
i calendari con i loro mesi:
per le fenditure che s'aprivano
mi compariva il mio volto.

Per quanto stanco io fossi
della mia persona inaccettabile
tornavo a parlare di essa
e ciò che mi sembra peggiore
dipingendo un avvenimento
io dipingevo me stesso.

Che idiota sono, dissi mille volte,
praticando con maestria
le descrizioni di me stesso
come se non fosse esistito
niente di meglio che la mia testa,
nulla di meglio dei miei errori.

Voglio sapere, fratelli miei,
dissi all'Unione dei pescatori,
se tutti amano come me.
La verità - mi risposero -
è che noi peschiamo pesci
e tu peschi te stesso,
poi torni a ripescarti
e a gettarti di nuovo in mare.


Pablo Neruda, Fine del mondo, 1970, trad. di Giuseppe Bellini

martedì 18 dicembre 2007

barfly (o la cosa chiamata poesia/11)

la vita di Borodin


la prossima volta che ascolti Borodin
ricorda che era solo un farmacista
che scriveva musica per distrarsi;
la sua casa era piena di gente:
studenti, artisti, barboni, ubriaconi,
e lui non sapeva mai dire di no.
la prossima volta che ascolti Borodin
ricorda che sua moglie usava le sue composizioni
per foderare la cuccia del gatto
o coprire vasi di latte acido;
aveva l'asma e l'insonnia
e gli dava da mangiare uova à la coque
e quando lui voleva coprirsi la testa
per non sentire i rumori di casa
gli lasciava usare soltanto il lenzuolo;
per giunta c'era sempre qualcuno
nel suo letto
(dormivano separati quando proprio
dormivano)
e siccome tutte le sedie
erano sempre occupate
spesso lui dormiva sulle scale
avvolto in un vecchio scialle;
era lei a dirgli di tagliarsi le unghie,
di non cantare o fischiare
di non mettere troppo limone nel tè
di non schiacciarlo col cucchiaino;
Sinfonia n.2, in si minore
Il principe Igor
Nelle steppe dell'Asia centrale

riusciva a dormire solo mettendosi
un pezzo di stoffa scura sopra gli occhi;
nel 1887 partecipò ad un ballo
all'Accademia di medicina
indossando un allegro costume nazionale;
sembrava finalmente di un'insolita gaiezza
e quando cadde sul pavimento,
pensarono che volesse fare il pagliaccio.
la prossima volta che ascolti Borodin
ricorda....


(Charles Bukowski)

lunedì 10 dicembre 2007

Italia, oggi (o memoria corta/ 4)

florilegio di piccole e grandi indignazioni, e qualche amaro sorriso, come questo

oppure c'è il blob politico che avanza (il Cav. cita sbagliato, il libro di Veltroni "Io e Berlusconi" è del 1990), nell'ottuso silenzio generalista e politicamente corretto, corretto fino ad essere anestetizzato. quel finto buonismo à la DC che tanto mi fa incazzare, tanto quanta è la brutalità che nasconde.

a grande richiesta ritorna invece la censura verso Luttazzi. riporto anche la lettera di Ferrara, perché merita una riflessione, anche se non nel senso da lui auspicato. è intelligente, e la sua intelligenza stimola anche quando le sue idee sono per lo meno risibili.

il Dalai Lama è a Milano. i sindaci, timidamente, in qualche modo, glissano sul diktat cinese, portato avanti anche dai consoli, che invita a boicottare la visita del sant'uomo. unica eccezione, a parte il solito cincischiare del governo di turno, è la Chiesa che afferma che l'incontro con Gyatso "non è in agenda". merita una citazione la risposta della Littizzetto, ieri sera da Fazio. "se non lo scrivete, in agenda non lo trovate no l'incontro con il Lama, mica escono con gli appuntamenti prestampati". mi chiedo il perché di questa sensazione di assenza di dibattito internazionale...

vabbè, buona lettura.