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lunedì 12 gennaio 2009

divertissement



è stato un lungo inverno, sarà un lungo inverno

il Danubio scorreva lento, e in effetti uno non se lo immagina a trottare agile, con tutta la sua mole, la sua enorme memoria

Vienna è a sole cinque ore da qui, e qui dovrebbe essere la periferia, il luogo dove ancora qualcuno viene in cerca di puttane e poi dice che è un paese di ladri perché si è trovato truffato in qualche night club. qualcuno che magari è venuto in aereo, dall'Italia, e non si sente truffato né dal governo né dall'Alitalia
ma tant'è, a volte il mondo è brutto perché è vario (nell'imbecillità)

il freddo rende le città meno banali, e le donne più affascinanti, avvolte in panni che fanno anelare al calore dei loro corpi, il freddo rende la vicinanza più piacevole, l'intimità più desiderabile
il muro che separa il turista dalla vita reale è invisibile e spesso come una divisione di classe, ma è anche un punto di vista originale, se se ne trova uno

ma sono tornato, e le terme di Budapest continuano a fumare giorno e notte, anche senza di me, mentre le anatre sostano godendosi il tepore ai bordi delle vasche come statue viventi o antiche divinità

mercoledì 30 luglio 2008

Italia, energia da vendere

Forse qualcuno lo avrà già sentito, se per qualche fortunata occasione avesse seguito Report e/o spulciato alcuni quotidiani locali o le pagine più nascoste di qualche giornale nazionale, ma in genere non se ne trova traccia né scritta né parlata, nessun invitato ai dibattiti pare ne faccia cenno e tantomeno vengono invitati i diretti interessati.

Ma, vegnimo a dir el merito, come diceva Lonardo, rustego goldoniano, in Campania, in provincia di Salerno, in quella regione che si vuol far apparire ad ogni costo ricettacolo d'ogni male, corpo estraneo, mela marcia di una nazione tanto per benino come l'Italia, con la sua pettinatura in ordine, ma che invece dell'Italia è il bagno mai pulito, il ripostiglio, l'ingresso sul retro, l'affluente nascosto (nascosto?), poligono di tiro di una politica indistinta dall'economia, il tutto inteso nella peggiore accezione;
in Campania, dicevo, esiste "un comune, quello di Torraca, dove (cito incollando parti di vari articoli) l’amministrazione ha installato circa 700 punti luce per un investimento, grazie a fondi regionali, inferiori a 300mila euro che si prevede rientreranno entro 6 anni.
Gli impianti sono stati realizzati dalla Elettronica Gelbison di Ceraso (sempre in provincia di Salerno) e dovrebbero generare un risparmio energetico del 65%, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e dell’inquinamento luminoso del 90%.

Questa piccola cittadina sarebbe la prima “Led City al mondo” tanto che Toronto (Canada) che ha un solo parcheggio illuminato a led ha richiesto un gemellaggio con questa cittadina."
Leggete la sezione dei commenti nel sito del comune, una interessantissima rassegna stampa.

Pensate a cosa significherebbe un'operazione del genere su scala nazionale, che enorme risparmio energetico e salvaguardia ambientale/salutare, e a come diventerebbero immediatamente importanti e appetibili le fonti alternative, incidendo su un fabbisogno molto più basso. Sarebbe un'operazione di luminosa intelligenza e di vera politica. Magari si potrebbe capire quanto è idiota cercare nell'uranio un banale sostituto del petrolio, ma più pericoloso e ugualmente esauribile su tempi medio-brevi.
Un paese di normali risorse intellettuali capirebbe subito che, conti alla mano, magari potrebbe anche essere più conveniente e facile da realizzare, con svariati riflessi su occupazione e investimenti, se proprio si volesse insistere a ridurre stolidamente la politica a politica finanziaria.

chiedo a chi è sensibile alla questione di diffondere, nel proprio piccolo, la conoscenza di questi argomenti, e magari di scrivere a qualche giornale.
(ho appena scoperto il sito della FIRE, da non perdere)

mercoledì 23 aprile 2008

question time

perché pensare di destinare 300 milioni di euro ad investimenti nel sociale, per esempio, quando ci si può inventare un prestito-ponte per la compagnia di bandiera così ben gestita da perdere 1 milione di euro al giorno e non si sa nemmeno come fare per venderla?
da restituirsi entro il 31/12/2008.
ma ceeeerto, è un prestito, mica un aiuto di stato
ci sono dubbi?

venerdì 11 aprile 2008

il volo del tacchino

riporto il mio commento, con qualche piccola variante, all'acuto post di 'ze', linkato nel testo
ringrazio pubblicamente lui e virginie per il prezioso confronto e dibattito di questi giorni sui loro blog, che invito tutti a visitare (virginie compare qui a lato tra i "preferiti")

probabilmente io pecco di ingenuità politica, o ingenuità tout court.
ma non riesco, dite pure che non voglio, privilegiare il timore di larghe intese rispetto alla speranza di una collaborazione tra sinistre, magari al governo.
i programmi sono pur qualcosa su cui basarsi, e le 6 striminzite pagine del PDL vorrei poter dire che si commentano da sole: soldi e immigrazione, poco o niente altro. si sa, il popolo di destra non ama leggere, inutile perdita di tempo. e il tempo è denaro.
ritengo che i punti di contatto a sinistra siano superiori, per quanto su Afghanistan e Iran non ci siamo proprio, e su qualche altra cosetta circa le questioni che coinvolgono la sessualità. compaiono testamento biologico e diritti delle coppie di fatto, ma sarà ben dura "quagliare" su questi temi. e se sarà, non sarà con le destre. ecco perché ci spero.
infine, che si fa? deve passare questa generazione di politici, e passare alla meno peggio, altrimenti, con la speranza che una sinistra cazzuta e forte abbastanza ribalti questa realtà che sa di merda, come giustamente dici, stiamo a fustigarci e ad auspicare l'ideale non raggiunto.
la sinistra vincente sarebbe stata quella che comprende il meglio del PD e il meglio della SA.
ma non esiste, e solo a pensarci mi incazzo ancora. e Veltroni, qualsiasi "cosa" sia, NON è Berlusconi.

detto questo, andate a votare, documentatevi, siate onesti.
ci risentiamo nel post-elettorale.

lunedì 17 marzo 2008

comédie humaine

non nascondo una punta di soddisfazione nel leggere che la Guardia di Finanza ha imputato ai signori Dolce e Gabbana 259 milioni di euro di redditi evasi al fisco grazie ad un "geniale" meccanismo fatto di società esterovestite che dirottavano i ricavi verso il Lussemburgo, ottenendo il 30% di risparmio di imposte...li hanno pizzicati anche perché i referenti italiani non avevano cancellate le e-mail scambiate con la sede estera.
sono stati più volte ospiti della Bignardi, a fare discorsi di etica, politica e religione. li trovavo sgradevoli e boriosi anche senza questa figura di merda, che in realtà si chiama "reato".
come loro tanti altri, anche cittadini comuni che nel loro piccolo si credono in diritto di intervenire e pontificare per luoghi comuni forti di una immagine di successo e del senso di impunità. o magari solo perché navigano sul sito di beppe grillo o hanno letto il libro "la casta" e si sentono investiti di toga nera o rossa.
recentemente uno così è persino stato al governo per 5 anni, e ancora ci prova.
"politica" non sono solo i comizi, fortunatamente. la politica passa anche di qui.

giovedì 6 marzo 2008

6 cose di me senza importanza

su invito di Auramaga mi accingo a compilare questo piccolo catalogo delle inutilità bonaventuriane, divertendomi a pensare e a dare un piccolo commento. il gioco consiste appunto nel fornire un elenco di 6 cose (oggetti, tic, abitudini) di noi stessi che riteniamo siano senza importanza.
come da istruzioni riporto il link di chi mi ha coinvolto, e girerò ad altri 6 bloggers l'invito.
i giochi di questo tipo mi piacciono, trovo che aprano una bella strada per conoscersi e comunicare, e ringrazio Auramaga per l'invito...e ora vediamo un po' (non in ordine di importanza, se sono inutili...)...

a) mi arriccio le folte sopracciglia quando leggo o mi concentro
b) detesto i jeans neri
c) uso solo penne a sfera, meglio se con inchiostro blu
d) porto sempre con me un piccolo bloc notes o un Moleskine
e) non riesco a leggere un solo libro per volta
f) sono allergico al tonno in scatola (forse anche a quello fresco, ma non mi interessa saperlo)

i prescelti credo saranno La Flauta, PlacidaSignora, DarkSylvia, Giacomo, Amelia e Amalteo

mercoledì 5 marzo 2008

vita contemplativa

ho amato visceralmente il romanzo Zorba il greco, di Nikos Kazantzakis, autore di impressionante potenza altrimenti poco noto o del tutto sconosciuto, e quel poco dovuto più che altro all'omonimo film di Kakoyannis con Anthony Quinn
un'altra sua opera è stata fonte per il film L'ultima tentazione di Cristo di Scorsese
non sapevo che la sua vita si fosse incontrata con quella di Miguel de Unamuno, altra singolare, discussa e poco nota figura di intellettuale e scrittore a cavallo tra Ottocento e Novecento
e persino con quella di Mussolini
sarebbe cosa utile l'edizione delle sue interviste, e magari la traduzione del suo lavoro principale, Odissea, titolo importante, poema in 33333 versi
che a sua volta si incrocia con un altro poeta importante del nostro tempo, Derek Walcott e il suo Omeros e la sua versione teatrale dell'Odissea (di Omero).
per dire della sottile e inesauribile vena greca e neogreca che attraversano il nostro mondo. altro che baloccarsi a proposito dell'utilità delle lingue classiche.

martedì 19 febbraio 2008

giorno prima degli esami


dormire poco mi fa un effetto eccitante
sarò strano
mi sento suonare sugli accordi di ESP o Freedom Jazz Dance mentre davanti a me sulla scrivania ci sono caretellette piene di numeri, le dichiarazioni IVA
le sinestesie abbondano come frutti maturi
sono straordinariamente reattivo sessualmente, praticamente un caso di satiriasi (non è che di solito sia un eunuco, ma insomma, esistono vie di mezzo). del resto suonare jazz è anche esercitarsi nell'erotismo della musica, right?
sarà che c'è la luna piena e questo conta, altroché se conta
o sarà che sto convertendo il disagio dell'eterno studente in vero diritto allo studio e al cambiamento

come Salvador Dalì che si addormentava con un cucchiaio in mano per violare il mistero del sogno, e conquistare l'ispirazione del momento del trapasso, tra veglia e sonno, tra vita e morte, le sue carni sciolte, gli occhi gibbosi, le formiche e i cieli pieni di resti umani, i colori rabdomantici
tra Eliot e De André, se si continua a scrivere dopo i 25 anni (o i 18 secondo il più moderno Fabrizio) o si è degli idioti o si è poeti veramente
ma come unire l'età della pornografia, di massa e individuale, e la poesia, sono più lontani o più vicini di quanto si pensi?

non lo so, intanto l'overdose di storia bizantina mi dà alla testa, età violenta, e nella ricostruzione così rivelatrice, come ogni storia col senno di poi
fratelli che uccidono fratelli, figli che uccidono i padri, madri che uccidono i figli, eserciti di soldati accecati che marciano al comando di comandanti orbati di un solo occhio, a suggello di terribili vittorie, patti violati di continuo, intrighi e politica come convenzione di un attimo, età di controversie cristologiche, violenze spirituali, ortodossia ad ogni costo, l'età in cui è stata forgiata la dogmatica cristiana a colpi di concili e decreti che ignoriamo, in cui gli arabi erano più tolleranti dei cristiani, così bravi a rovinarsi da soli per il puro piacere di ottenere ragione, pur di cancellare il dubbio. un gran mercato dove la verità è soggetta a variazioni di cambio, a "naturali cali di peso" come certi cibi, e al fallimento costante. tutte cose che si dimenticano presto. contro questo pensare per blocchi omogenei che è la morte del pensiero e della verità.
comunque, domani si gioca. ecco, il gioco, forse sì, è la chiave. a dopodomani, coi risultati.

giovedì 7 febbraio 2008

quotidiana/2 (o forse 3, boh...)





giro con un borsello di pelle chiara, comprato a San Marino la scorsa estate
bello, per carità, di ottima pelle morbida
proprio io che ho preso tanto per il culo mio padre, che andava persino a fare le scampagnate con il suo, di borsello. probabilmente per poter chiamare le amanti senza problemi, ammesso che il telefonino prendesse, alle pendici della Carpegna. soprattutto come se nessuno lo sapesse. lo scrivo col sorriso, tra cinque giorni sarà il quarto anniversario della sua scomparsa. ciao pa'.


beh, comunque il mio borsello scoppia di carte, forse anche di salute, ma certamente di carte. scontrini e ricevute varie, dal benzinaio alla trattoria, dal bar al parcheggio. e poi una succursale della mia collezione di "address" di locali, vari. segnano alcune tappe della mia vita, boe per i ricordi di un marinaio mancato come me.
il ristorante indiano di Copenhagen, col suo buffet centrale immerso in una rossa luce soffusa, o quello greco di Helsingor (la Elsinore di Shakespeare) sul mare, uno yogurt con miele e frutta secca eccezionale in quella giornata di sole con la mia ex, una delle poche oasi serene;
il ristorante marocchino (credo) di Parigi, in place Bastille, e quell'ottimo cous-cous bollente di verdure dopo una lunga giornata a piedi per le vie della città;
la trattoria Marianna a Rimini, sul ponte di Tiberio, dove un fisarmonicista allietò la nostra ottima cena di pesce in un giugno torrido e affollato con le musiche di Nino Rota, pieno di luci;
l'enoteca di via delle Botteghe Oscure, pausa nella notte bianca romana, e quella splendida ragazza seduta sul divanetto in attesa si liberasse il bagno, che guardava proprio me, ma mi aspettava il caffè con un vassoio di saporosi dolcetti artigianali, e mia moglie, soprattutto;
il caffè letterario a Berlino, una veranda art nouveau dove il cameriere anziano e grasso ci fece l'imitazione del pollo, facendoci morire dal ridere, per farci capire cosa significasse quel huhn scritto a mano sul menù, ma l'avevamo già capito perché avevo appena comprato un minidizionario e stavo affannosamente traducendo la carta. mi sorrise quando dissi sehr gut a proposito degli eccellenti piatti mangiati;
il Porticciolo sul lago Maggiore, sospeso sull'acqua, albergo ristorante con una carta dei vini che sembra un volume di pagine gialle, e l'umidità fa rabbirividire anche d'estate, quando si accendono le ville sulle rive e immagini le vite lì dietro, le voci, le musiche...

tutto questo per un borsello, magico, come tutte le tasche.
anche oggi è un giorno di sole, e sono sereno.

martedì 5 febbraio 2008

pubblica utilità

già che siamo in tema, allego questo link dove si dicono delle cose molto interessanti circa l'uso della c.d. "pillola del giorno dopo". concordo con il titolo: denunciamoli. tra l'altro, è un blog che val bene una visita.

mercoledì 16 gennaio 2008

miti d'oggi



non riuscite a digerire? o avete digerito troppo?
allora oggi è la giornata perfetta.
sfogliate i quotidiani appestati dalla morbosa questione papa/sapienza, e ritroverete la vostra regolarità. come disse un medico citato in blob, siamo una società col mito della defecazione quotidiana. quindi, per assecondare un mito meglio assumere un quotidiano invece di un farmaco. meglio di tutto sarebbe una dieta ricca di verdure, ma tant'è...
oggi la stampa della società dell'informazione (con qualche rara e benedetta eccezione) dà il meglio di sé nella ormai collaudata tecnica di affrontare una questione più o meno importante:

- senza far capire realmente di che cosa si sta parlando, e come. ognuno discute il proprio punto di vista dando per scontato che sia quello giusto. gli altri dicano un po' quello che cazzo gli pare.

- creando una associazione con i propri lettori, secondo la quale non importa capire i concetti espressi o la sintassi e il lessico usati, né tantomeno se tutto questo sia montato sensatamente, non voglio dire coerentemente. basta prendere qualche frase da usare come distintivo, come puro segno di appartenenza. e tanti saluti all'intelligenza.

- affondando parole come "laicità", "democrazia", "religione", "libertà" nel magma ignorante della mente dei cittadini. non credo che gli italiani siano una massa di cerebrolesi, ma che in gran numero non abbiano dimestichezza con questi concetti e/o idee, questo sì. ci saranno anche coloro che non vogliono "imparare", ma nessuno si prende la briga di fare premesse per chiarire gli argomenti, contando sul fatto che laicità, religione, democrazia, libertà siano idee frollate a sufficienza per diventare discorsi da bar o da macchinetta del caffè. suggerisco "Il giornale" e "Libero", che ancora una volta si confermano ai massimi livelli di brutalità intellettuale, ma sono solo punta (fumettistica) dell'iceberg.

a Milano diluvia anche oggi, di notte è bellissimo.

martedì 15 gennaio 2008

40anni in 2


una pizza dopo le 14, sempre al volo (dedicato ad Auramaga :)
banca, benzinaio, parcheggio, ciclo di ascolto da Tomatis e finalmente pranzo.
avevo già dimenticato il berretto grigio di lana sul bancone del caffè, posato lì per estrarre i due euro dovuti per la magnifica sfogliatina di mela. in mano avevo l'ombrello e due libri. erano le 11:47, e la prospettiva di dover aspettare due ore e mezza prima di mangiare aveva vinto.

entro in pizzeria, insomma, la cameriera dall'accento dell'est mi fa accomodare, e inizio la solita cernita tra le novanta pizze che offre il locale. opto per la numero 131 (lo so, ho appena detto che le pizze sono 90, infatti la numerazione inizia da 50, non so per quale motivo). pancetta fresca, zafferano e fiori di zucca. sottile e croccante.
appena ordinato, accanto a me si accomodano due ragazzi, i ventenni di cui al titolo. probabili compagni di squadra calcistica (parlano di un mister, sono acutissimo).
ieri avevo un volume fotocopiato e potevo leggere anche mentre tagliavo la pizza debordante dal piatto, ma oggi no, libri tradizionali, impossibile leggere senza il rischio di stamparmi una fetta sulla camicia. bianca a quadretti azzurri, finissima. allora, inevitabilmente, ascolto.
i due frequentano ingegneria. uno dice che noi di ingegneria gestionale siamo famosi per le belle donne e poi si accusano a vicenda con fraseologia affastellata di farsi dei cessi. tutto nella norma, a parte il linguaggio generazionalmente modificato, con abbondanza di sbatti (per sbattimento) & affini.
iniziano a scaldarsi. uno dice di aver conosciuto una ragazza dai tratti stranieri, africani (alcune parole le ho perse causa musica di sottofondo un po' alta...), capelli ricci...l'altro commenta figa, con una negra, stai cadendo sempre più in basso, e in risposta ma no, non è scura, e sono pieni di soldi, libanesi, lei è nata in svizzera.
ah, beh, allora è un buon partito
conviene l'amicone.
il fidanzato della negra chiede notizie sul fidanzato di sua sorella. un certo Paolo, che ha una Kawasaki 600. sì, lo conosco. è molto bello. dice. ah, beh, allora a mia sorella non posso proprio dire un cazzo. meno male, sono più tranquillo.
sai, mi ha chiesto se vado in Libano con lei. ma ci vogliono 250 dollari per il visto, hanno un solo aeroporto. che posto del cazzo. su questo sono d'accordo entrambi.
e mi viene da pensare, cari fanciulli, vivete in Italia, che di aeroporti ne ha tanti ma è grande dieci volte il Libano e la guerra è finita sessant'anni fa. in Italia, dove Malpensa è collegata con un trenino che va verso il nulla, dove l'Alitalia fallisce, il personale fruga nei bagagli, ma l'amministratore prende 2.300.000 euro di liquidazione, l'Italia che all'estero tutti prendono per il culo anche grazie ai 5 anni di governo Berlusconi, dove non riusciamo nemmeno a smaltire i rifiuti, dove in Parlamento siedono inquisiti e condannati che vogliono modificare la Costituzione, dove ci sono ospedali di nuova costruzione abbandonati e intanto si muore di lavoro, di inquinamento, di incuria, di povertà.
qualcuno glielo dirà che anche grazie a loro il paese di merda è il nostro.

lunedì 7 gennaio 2008

i giorni dopo


e rieccomi, riposato e pacifico come un orso bianco in letargo

c'è stato il natale, con il pranzo in 14 (solo i familiari strettissimi...), i classici fuochi pirotecnici per grandi e piccini (56 euro al supermercato), ho messo un piede nella vaschetta di plastica dell'acqua degli uccellini che mia madre tiene in giardino (con grande soddisfazione degli spettatori), mi sono saziato di cartoni animati di Charlie Brown e di panettone (in realtà ne ho presi altri due, sempre al supermercato, sabato, adoro fare colazione con il panettone fino a pasqua), di tortellini fatti in casa, di gianduiotti che sono peggio di una droga

c'è stato capodanno, con il cenone su un treno degli anni '30 restaurato, festeggiamenti in piazza a Mantova, un nebbione che dei fuochi si sentivano solo i botti mentre scrutavamo perplessi lo schermo lattiginoso e umido della notte, mezza bottiglia di spumante in mano, gelata, l'altra metà sputata sui cappotti durante il brindisi, qualcuno dei soliti cretini che buttano petardi enormi (inversamente proporzionali alla loro intelligenza) tra i portici del centro storico che sembra di essere inseguiti da un tirannosauro, il rientro sempre in treno, colazione a bordo, tè tiepidino e brioche discreta..ma alle 6 tappa all'autogrill di Muggiano sulla tangenziale ovest a trangugiare un tè adeguatamente rovente mentre simpatici avventori insonni intonavano cori idioti tra grandi risate e i nostri fiati amici e caldi che formulavano parolacce variopinte

il concerto del mio maestro di musica, la febbre di mia moglie, lo studio sconfortante del libro The Advancing Guitarist di Mick Goodrick che non bastano due vite di studio serale dopocena, le poesie di Pessoa, Neruda e Emily Dickinson, il brunch di ieri con un paio di amici e la camminata fino in centro e ritorno, parlando di pipì e di Tolstoj

sono tornato, e tutto sommato mi dispiace meno che negli anni passati
la banalità è che in vacanza è un'altra cosa
la verità è che se si deve rinunciare a qualcosa, spesso si tratta di ciò che amiamo e teniamo vivo nel tempo libero (definizione che ho sempre trovato inquietante...il tempo servo in cui abitiamo e da cui aneliamo difenderci, qualcosa di più di una pur pregevole suggestione marxista/francofortese)
buon anno a tutti, miei cari!

lunedì 24 dicembre 2007

ultimi fuochi


e così il 2007 è quasi finito
passato veloce come una freccia
come una discesa senza freni
un anno che ne ha racchiusi tanti
più veloce dei pensieri, dei desideri
gli amici più vicini con cui condividere le feste
condividere il cibo, le risate, le riflessioni
riposarsi e prepararsi ad un nuovo anno ricco e impegnativo
diminuiscono le aspettative e aumenta lo stupore
beh, meno male
non ho più liste ideali, che mi hanno rovinato l'adolescenza
mi è rimasto un grande amore per la musica e la lettura, e la convinzione che non invecchierò mai
un gran desiderio di vivere bene e aiutare gli altri
giusto sabato sera mi sono sorpreso a piangere di emozione e rabbia
davanti ad un documentario sull'attività di don Luigi Ciotti
un uomo semplice, che certo ha fatto una scelta di fede che posso anche non condividere
ma quale banale scusa davanti a tanta forza e tanto coraggio
quello che manca alle istituzioni e a troppi cittadini
ributtava in faccia le morti di Falcone e Borsellino, non come santini, ma con orgoglio e vergogna in tanto dolore e in tanto tradimento di fiducia
in tempi in cui si discute della dannosità delle intercettazioni per i diritti individuali, così da evitare ogni discussione sui contenuti, sul chiedersi allora quanto lesivo sia il degrado sociale, sanitario, scolastico, urbanistico, per milioni di persone
ecco, semmai mi aspetto da me un impegno più vero e meno "formalmente" politico
è possibile, ci sono tante occasioni
ognuno deve fare di più la sua parte, non c'è altro modo
e con queste riflessioni spezzate, dettate anche dalla lettura di Bukowski, con il suo a volte stucchevole mauditisme, con queste riflessioni vi auguro buon Natale, natale come occasione per stare insieme, e magari superare i piccoli e grandi problemi di comunicazione che si creano nella corsa che dura tutto l'anno. natale come pausa salutare, per riscoprire il silenzio e la concentrazione, mettere e mettersi a (ferro e) fuoco.
per me è stata una bella scoperta ed esperienza il blog, soprattutto grazie a coloro che mi hanno letto e magari anche commentato, e lo sarà anche nel 2008.
un abbraccio a tutti, statemi bene. forse prima di gennaio, se sopravviverò ai pranzi e alle cene, "posterò" gli auguri di buon anno.

lunedì 10 dicembre 2007

Italia, oggi (o memoria corta/ 4)

florilegio di piccole e grandi indignazioni, e qualche amaro sorriso, come questo

oppure c'è il blob politico che avanza (il Cav. cita sbagliato, il libro di Veltroni "Io e Berlusconi" è del 1990), nell'ottuso silenzio generalista e politicamente corretto, corretto fino ad essere anestetizzato. quel finto buonismo à la DC che tanto mi fa incazzare, tanto quanta è la brutalità che nasconde.

a grande richiesta ritorna invece la censura verso Luttazzi. riporto anche la lettera di Ferrara, perché merita una riflessione, anche se non nel senso da lui auspicato. è intelligente, e la sua intelligenza stimola anche quando le sue idee sono per lo meno risibili.

il Dalai Lama è a Milano. i sindaci, timidamente, in qualche modo, glissano sul diktat cinese, portato avanti anche dai consoli, che invita a boicottare la visita del sant'uomo. unica eccezione, a parte il solito cincischiare del governo di turno, è la Chiesa che afferma che l'incontro con Gyatso "non è in agenda". merita una citazione la risposta della Littizzetto, ieri sera da Fazio. "se non lo scrivete, in agenda non lo trovate no l'incontro con il Lama, mica escono con gli appuntamenti prestampati". mi chiedo il perché di questa sensazione di assenza di dibattito internazionale...

vabbè, buona lettura.

concezione in romagna. impressions...


era cominciato con il sole, questo mini-ponte dell'immacolata di cui sopra,
poi, sabato, pioggia e vento che nemmeno a Oslo
seduti al tavolo del ristorante "La soffitta" di Cattolica, a contemplare ammirati le losanghe di fonduta fritte appena servite, a contemplare il tagliere arricchito di affettati e formaggi tipici di mamma Romagna
chiacchiere, vino sfuso ma buono, mica come a Milano che ti danno una sorta di cocacola sgasata con aggiunta una manciata di gradi di alcool
al tavolo davanti, una comitiva familiare, tre bimbe sorelle, una gravemente handicappata, di una dolcezza commovente, in cerca di affetto continuo, cammina malferma tra i tavoli, sorrisi per tutti, qualcuno si allontana spaventato, spero che non capisca. la bimba, intendo.
la sera, per festeggiare il compleanno di mia moglie, a Misano, Riviera Mare, un nuovo ristorante sul mare, appunto, sì, beh, forse un po' troppo lounge, un po' troppo ben frequentato, aperitivi in corso, cinture di foulard, stivali e jeans aderenti, camicie azzurre sbottonate....eppure magico, di notte, sotto la pioggia, in riva al mare, tubi luminosi come onde verso gli scogli, lumi di candela, interno tutto bianco, menù fatti del tessuto plastico delle brandine da spiaggia
al tavolo accanto si siedono quattro ragazzine dell'età di mia nipote, automunite, con denaro, perché mangiano, e chiocciano nei loro minimi vestiti attillati, senza calze, col sesso posato ovunque intorno a loro, e il passo malfermo anche per loro, a rivelare una giovinezza repressa, un divertimento perduto. forse, chissà. belle sono belle, altroché.
il proprietario del ristorante, vedo da dietro la tenda di organza di un delicato color panna, si accascia tra le braccia del belloccio cameriere che ci ha appena servito un ottimo Lagrein rosato, nonostante i quattro bicchieri mi alzo e accorro, a spostare un candelabro urtato mentre cercavano di posare il 50enne azzimato su un divanetto, forse ho impedito un rogo. ma il proprietario si riprende dal malore, pallido, giallo, quasi verde, simula indifferenza, si mette seduto sui cuscini, braccio steso e gambe accavallate come a dire "l'ho fatto apposta". peccato. ad un tavolo siedono dei medici, secondo loro niente di preoccupante, il pianto plateale di una delle quattro giovani maitresses amiche del gestore. il costo della bella vita? forse, chissà. 50anni, la tinta, un po' di pancia, un bel locale. forse, chissà.

intanto è certo che al bar di fronte non ci sono più i piranha(s) nella vasca cilindrica. dice che sono morti.

(in foto: la rocca malatestiana di Montefiore Conca, Rimini, luogo quasi natìo dove Bonaventura si ritempra. o almeno ci prova)

martedì 6 novembre 2007

PUBBLICITA' (PROGRESSO?)

è ufficiale
anche se con il mio proverbiale ritardo
una mia poesia è sul sito nella sezione Poesia Italiana del Concorso OnLine del Premio Laurentum
gara inutile e ridicola, votazione prettamente clientelare, che non è nelle mie corde...
ma per vanità vi comunico il titolo "Salmo II" (senza virgolette), così potete trovarla
dovrò pur imparare a farmi pubblicità, prima o poi
comunque, se avete qualche secondo da perdere, date un'occhiata
(chicca per tutti: c'è anche una mia foto appena al di sopra della decenza)
(chicca solo per appassionati: il titolo è improvvisato. non l'avevo mai dato, solo che la poesia che avevo scelto era troppo lunga ed ho dovuto sostituirla, battezzando in velocità)

venerdì 19 ottobre 2007

sassolini nella scarpa, ovvero parla come mangi (se mangi)


mi dispiace rubare il primo posto al post (il bisticcio è intenzionale) qui sotto, che in fondo credo sia di ben più piacevole lettura.
ma, del resto, piccole esigenze e piccoli fastidi, forse non così piccoli, però...
tre commenti a tre fatti o notizie di questi giorni:

- la Turchia ricatta gli USA. un manipolo di deputati statunitensi, tutti baldanzosi, pronti a dar battaglia e a non retrocedere, "fedeli alla linea" oserei dire, avevano proposto una mozione per costringere lo stato Turco ad "ammettere" l'esistenza del genocidio armeno.
proprio così, ammettere, come se una simile tragedia storica avesse bisogno di essere ratificata dai diretti discendenti dei colpevoli, caporali (nel senso di Totò) qualsiasi al timone di un pezzo di terra su questo sfigato pianeta. ma la cosa più ridicola è che i baldanzosi deputati hanno prontamente ritirato la proposta non appena la Turchia ha ventilato l'ipotesi di ritirare il consenso agli USA per le basi di appoggio alle operazioni in Iraq sul suo territorio;

- la Cina ricatta gli USA. in occasione del conferimento di un premio al Dalai Lama negli Stati Uniti, la Cina si è prontamente risentita, a causa della fastidiosa persistenza della memoria, questi microbi di tibetani che continuano a sopravvivere...beh, i giornali riportavano la notizia che la cerimonia sarebbe stata di "basso profilo" per non urtare la suscettibilità degli amici cinesi, che hanno incassato l'indiretto riconoscimento del loro potere "contrattuale". non avrei mai pensato che gli USA avrebbero potuto suscitarmi compassione. in fondo a volte ci provano ad essere buoni, ma c'è chi è pronto a soffiargli la sedia di comando. l'alternativa sarebbe migliore o peggiore?

- non ho votato per le primarie/plebiscito annunciato veltroniano. le mie capacità critiche e di analisi vacillano in un indistinto fastidio, in una ripulsa opaca e omnicomprensiva di un progetto che non riesco a raccontare e a raccontarmi, e quindi non riesco a crederci. l'unico lumicino che mi fa aderire vagamente alla sinistra è il rifiuto delle inumane concezioni economico/quantitative della destra. perché non confondo il marxismo con Marx, e non esiste solo Marx, del resto.
ma montezemolo sbanda a sinistra, e io non riesco ad esprimere quello che penso, sono stanco delle definizioni e delle autodefinizioni. non mi basta il tempo per documentarmi e rifiutare a voce alta. mi rimane solo un ostinato silenzio desideroso di verità, di chiarezza umana e intellettuale, di umanismo e scienza vivi e propositivi. per quello che significa....

mercoledì 17 ottobre 2007

my favorite things/1


fare felici gli amici è qualcosa che rimette in pace col mondo e con sé stessi. fare felici direttamente sé stessi, poi, non ne parliamo.
il fine settimana è stato una bellezza: l'addio al celibato ha avuto successo, l'assaggio del corso di musicoterapia mi ha ridato carica ed entusiasmo, il concerto pare abbia sviluppi positivi...all'appello manca solo qualche ora di sonno...
ma andiamo con ordine: a Milano, da qualche tempo, l'Istituto dei ciechi sta proponendo un'iniziativa dal titolo "Dialogo nel buio", che consiste in una visita guidata (la guida è un non-vedente o ipovedente) naturalmente completamente al buio, attraverso ambienti diversi (una sorta di parco, l'interno di una casa, una strada con auto e bancarelle, una barca, ecc.) per provare a misurarsi con la mancanza della vista, ed esaltare gli altri sensi di solito lasciati indietro. beh, è stata un'esperienza fantastica, divertente e profonda. appuntamento sotto casa di Raffaele (il festeggiato) alle 18:45 per poter essere alle 19:30 in via Vivaio, nel centro che più centro quasi non si può, nello splendido palazzo sede dell'Istituto. all'ingresso si forma il gruppetto (noi siamo in 4, si aggiungono Mario e Marina, fortissimi coniugi di circa 60anni), bastone bianco per tutti e si parte. la nostra guida è stata Raul (ma non dubito che tutte siano eccezionali come lui), bravissimo nel quietare il disagio di trovarsi di colpo in un ambiente estraneo e totalmente nero. con abilità e umorismo ci ha guidato nell'esplorazione tattile ed uditiva degli ambienti, gli sconosciuti facenti parte del gruppo diventano subito compagni di avventura, l'atmosfera è quasi quella di una gita, ma con in più un confronto continuo ed immediato di impressioni ed emozioni. dai racconti di Raul pare che alcuni abbiano avuto crisi di panico e paura e siano dovuti uscire, invece noi tutti ci siamo goduti al massimo quell'ora e un quarto che sembra un attimo, perché al buio si perde la cognizione non solo dello spazio, ma anche del tempo, tanto da far venire il dubbio che Kant avesse ragione...Mario e Marina sembrava fossero vecchi amici di noi quattro quasi-adulti un po' cretini, ma poi, tra una bastonata sugli stinchi e un tiraggio di peli sulle braccia, ci siamo trovati, gran finale, al Cafénoir, un vero e proprio bar all'interno della mostra, ovviamente immerso nel buio più pesto, dove ci hanno servito un aperitivo. una cameriera (che Raul ha giurato essere molto carina, gli abbiamo creduto) è passata a prendere le ordinazioni, ed ha portato rapidamente patatine, arachidi, tramezzini, cocktails e caffè, facendoli strisciare sul tavolo verso le nostre mani tastanti, mentre due pianiste allietavano l'atmosfera suonando a pochi metri da noi, seduti attorno al tavolo, le mani posate sui bastoni bianchi, ormai abituati all'oscurità, affratellati e tutti spostati verso l'ascolto, le parole, le forme inesistenti. la vista è un senso veloce, la sua assenza inevitabilmente fa rallentare, percepire, sentire fisicamente, la vista è un senso straordinario e astratto, che può portare - paradossalmente - lontano dalla realtà, l'illusione della presenza, il mito della conoscenza...udito tatto olfatto gusto sono umili, primitivi, elementari, fisici, caldi, spessi, tridimensionali, austeri, magici, con la voce ci si può toccare, la parola riemerge potente dall'oscurità, dal bisogno di contatto.
Raul era un fulmine nell'orientarsi, nel riconoscerci dalle voci immediatamente dopo pochi minuti, nel sapere esattamente dove ci trovassimo all'interno delle stanze...siamo usciti arricchiti, entusiasti, dispiaciuti della brevità del percorso, convinti di conoscerci un poco di più di prima, pronti a continuare la festa, dopo aver salutato Mario e Marina, che in bicicletta si allontanavano quieti, continuando a parlare.

il seguito è stata la cena al Sud Dinner Bar, in via Solferino, sempre centro, ma di quello della vita notturna, "fighetto", jeans e stivali, camicia azzurra senza cravatta e giacca blu, aperitivo e lounge, rumori trucco pesante e profumi costosi. per noi avevo riservato un tavolo al ristorante, nella sala dove è collocata una "tenda berbera" con tanto di sabbia bianca soffice e fresca. via scarpe e calze, arrotolati i pantaloni...ma ahimé il locale era praticamente deserto. un anno fa lo avevo lasciato affollato e rumoroso, l'ideale per mettere in imbarazzo Raffaele dopo tre bicchieri di robusto vino rosso del sudafrica...invece abbiamo dovuto condividere la tenda con due coppie che limonavano pesante, allibite dalle nostre risate gutturali e dai nostri fiati avvinazzati/cipollati dopo aver mangiato kebab e polpette. inutile anche sperare di essere serviti dalla splendida barista nera, ci è toccato il cameriere filippino tarchiato. Davide e Gabriele, data la serata in vena di finezze ed eleganze, ad un certo punto hanno inevitabilmente proposto di simulare dei rapporti omosessuali, tanto per disturbare ulteriormente i quattro pomicioni dei tavoli accanto...comunque tre ore passate in un soffio (e due Jagermeister).
rimaneva solo l'ultima tappa: tirare tardi possibilmente ballando.
un breve giro alla rinfusa riempiendo l'auto di umorismo di bassa lega, ridendo fino alle lacrime, poi la decisione: Alcatraz, rock, pogare...parcheggiamo a distanza perturbante, incuranti dell'incipiente inverno che ci stava beccando in maniche di camicia.
pieno ed affollato, a scemare, qualche guizzo della nostra gioventù, AC/DC, Guns n'Roses, Metallica, Green Day, gruppi di ragazzi allegri, qualcuno un po' più bellicoso e ubriaco, lampeggiare di cellulari, sms, chiamate, e poco altro, a parte tre cubiste da far cadere le sopracciglia ad un pastore sardo...qualche sorriso, qualche spintone, io sono anche volato a terra durante un pogo, evento più unico che raro, ma ero senza gli anfibi di ordinanza, non si poteva pretendere...
completamente sudato all'uscita, eccoci sulla strada del ritorno. sempre noi, un po' più sordi, dopo la musica, sereni, aperti, vivi.
eh già, bisognerebbe uscire più spesso, dài organizziamo ancora, bellissimo stasera, ora doccia e letto fanciulli, sentiamoci presto, alla prossima, ciao.
la solita malinconia delle feste che finiscono, degli amici che se ne vanno, delle promesse non mantenute.

giovedì 11 ottobre 2007

acqua e olio tutto a posto?

e allora sono guarito, grazie a tutti per i saluti e gli auguri. siete meglio di molte persone in carne e ossa attorno a me!
però ora sto scontando i pochi giorni di riposo a casa. gli arretrati sono impietosi, i clienti esigenti, e le scadenze fisse.

nella pace rigenerante della lieve malattia, che ancora mi lascia incredibili strascichi di calma, al confine con una leggera spossatezza, mi hanno tenuto compagnia: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, storia allucinante, ritmata e piacevolmente carica di speranza; La finestra sul vuoto di Raymond Chandler, le storie del detective privato Philip Marlowe sono diventate una mia piccola passione, una lettura ricreativa saporita, acuta, pungente, ironica e non di rado poetica; e infine Mrs Dalloway, famosissimo romanzo di Virginia Woolf. Se avete visto lo straziante film The hours forse sarà venuta voglia anche a voi di leggere (o rileggere) questo libro. Ebbene, da tempo mi fissava dallo scaffale dei libri candidati alla "prossima lettura". E quale meraviglia, dopo le prime venti pagine circa durante le quali mi stavo ormai pentendo della scelta, trovarmi coinvolto e rapito dal susseguirsi di impressioni, pensieri, ricordi dei personaggi che si intrecciano a volte senza incontrarsi, come va di moda nei film di oggi, le storie parallele, ma con divertita poesia, con lancinante malinconia, con profonda umanità. So che mi dispiacerà finirlo, mi sembra già troppo breve, come un amico caro che ci fa una visita improvvisa, ma quanto veloce!

la settimana prossima il mio caro amico Raffaele si sposerà. per la prima volta dopo tre anni non dovrò fare da testimone ad un matrimonio, ma mi tocca comunque trovare qualcosa da scrivere sul libretto. teoricamente dovrei leggerlo in chiesa durante la cerimonia, praticamente, come fece Mosè, troverò qualcun altro per farlo, che nella fattispecie sarà mia moglie.
comunque, nonostante non sia testimone, mi sono buttato nel cercare di organizzare un festeggiamento di addio al celibato, evitando l'intervento di spogliarelliste e mignottame vario. e allora, più o meno, sarà così: visita sensoriale al buio organizzata dall'istituto nazionale dei ciechi, fatta per esaltare e sviluppare i restanti quattro sensi; semi-aperitivo con live jazz in un locale che offre ampia scelta di rum di importazione; probabile cena etnica in tenda con sabbia; finale in discoteca che offre solo musica anni '80....il tutto per sole tre persone, il resto dei convocati o non ha risposto o ha declinato l'invito. ma che succede? dov'è finita la voglia di comunicare? cosa diventò...e già, se lo chiedeva Vasco qualche anno fa in Liberi liberi...
questo per il sabato, domenica comincia il corso di musicoterapia, e la sera dovrò suonare. poi forse mi riposerò un paio di giorni...

in effetti c'è un fuoco di artificio nella stagione concerti. dovremo suonare addirittura quattro volte in due mesi, che per me è tantissimo...la soddisfazione è che il prossimo 22 ottobre suoneremo dopo la presentazione del libro Shock Economy di Naomi Klein, alla presenza dell'autrice, presso il centro sociale Il Cantiere.

mah, ho scritto fin troppo di me, ora vado....