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lunedì 8 giugno 2009

il male


si annida nei risvegli più duri, come un'ombra vista di sfuggita, o un sogno vividissimo appena dimenticato

la parola risolutrice non viene, l'urlo che modula in canto, tutto ingoiato dal mistero dell'udito, per noi che guardiamo senza capire

eppure l'oggetto è lì, lì stanno l'uomo e la donna, che dio li perdoni o li abbia in gloria

nessuno se ne cura, tra un milione di anni rideremo forte, polvere senza denti

qualche insulto mormorato tra i denti, appiccicoso come un candito, dolce come il veleno. tra liquefazioni e ricomposizioni, corpo e pelle piovono sull'asfalto caldo, fuori delle lenzuola.

riscaldo il mio corpo, chiedo aiuto ai saggi, oggi è quasi finito.

martedì 10 marzo 2009

petit déjeuner du matin



il cambiamento di pelle avviene lentamente

sento l'aprirsi e il correre delle lacerazioni, lo seguo con il respiro e il pensiero, mi sforzo di percepirlo. e ci riesco. un brivido, e nessuna certezza di quel che sarà.

che stordimento, vivere in un paese di arte e menzogna, di politica e di verità. ogni istante come un interruttore, come uno scambio di binari, a scegliere fra i due. pericoloso, imbarazzante, ridicolo. sillabare lentamente le parole per iniziare ad avvertire cosa significhino, e staccarle dagli indegni parlanti.

sono vago, e rifuggo dalla facile ironia.
ma che dire a proposito di tutto il ciarpame che ha invaso la cronaca e le teste degli italiani?
cultura della vita, cultura della morte, castrazione chimica, avvocato Mills?, revisionismo e altari(ni), stupri staminali, maternità in coma, ronde non danzanti, nucleare vigliacco, crisi e bisi...l'Italia ha una crisi di rigetto, la politica è stata male impiantata, la cultura rischia di non essere compatibile.

sarà che ho questa vecchia fame d'amore, inestinguibile. sarà che la mia pelle si rompe come un fazzoletto di carta, e un'altra volta posso guardarmi sotto, guardarmi dentro, con l'urgenza di non sprecare nulla.

"Non possediamo un corpo divino, ma la compassione può darci un corpo divino.
Non abbiamo potere divino, ma l'onestà può darci potere divino. Non abbiamo intelligenza divina, ma la saggezza può darci intelligenza divina. Non possiamo compiere miracoli, ma se non creiamo ostacoli possiamo compiere miracoli. Non possiamo salvare il mondo, ma la nobiltà d'animo ci farà salvare il mondo" (Deishu Takahashi 1835-1903)


mercoledì 24 settembre 2008

flashes e dediche



Si dice che gli psicopatici, persone in nessun modo turbate da una coscienza, siano dei generali e dei politici di inarrivabile efficienza.
(Anna Funder,
Stasiland - tradotto e pubblicato in italiano da Feltrinelli con il titolo C'era una volta la DDR - pag. 55)

Dando dar credito all'autrice della folgorante citazione che di queste cose se ne intende, come testimonia il suo meraviglioso/agghiacciante saggio romanzato sulla vita in Germania Est da cui essa è tratta, mi vengono in mente alcuni curiosi corollari:
il primo è che la classe politica italiana ha quasi sempre goduto di ottima salute psichica; il secondo è che ora, invece, chi è al governo, qualche problemino ce l'ha, mentre la sinistra continua la sua passeggiata di salute; il terzo è che l'etica degli psicopatici sta diventando - non vorrei dire che è già diventata - la norma, una delle tante rassicuranti maschere di un'umanità ancora troppo stupida, legata alla brutalità ottusa del potere economico e politico; infine, il quarto, è che è una volta di più evidente che "le parole sono importanti", dietro alle parole si sono voluti nascondere orrori, soprusi, connivenze, nel sempre uguale e atossico lessico della prepotenza. Se al posto di efficienza iniziassimo a parlare di - e di conseguenza ad agire con -
rispetto oppure onestà forse potremmo pensare a chiamarci fuori da questa follìa sterile e senza immaginazione.

lunedì 22 settembre 2008

in memoriam

Aulo Gellio visse nel II secolo dopo Cristo.
Esponente dell'alta società romana, viene ricordato per le sue Noctes Atticae (Notti Attiche), opera in venti libri dove egli, in brevi capitoli, si dedica a compulsare e commentare i libri letti nel corso di una vita della quale non si conoscono che pochissimi dati.
E' un'opera preziosa, spesso unica fonte per documentare l'esistenza di opere andate perdute, delle quali riporta citazioni e frammenti, scritta in uno stile godibile e vivace.

Lo immagino, il vecchio e poco originale Aulo, alla luce di un fioco lume, intento a raccogliere le idee, mentre il pennino crepita sulla pergamena o sul papiro. Non scriveva il pianto che gli bagnava la mente, riversava invece con mentalità quasi medievale le citazioni interrogandole e mettendole a confronto, alla ricerca di un punto di vista più vicino alla verità. Conservando ancora residui della celebre pragmaticità latina, non fu feticista del "libro", ma un "alto-borghese" pronto a sceverare la formazione dal gioco intellettuale.
Lo immagino, sentendomi a lui vicino, divorato da un desiderio di conoscenza il cui senso a volte mi sfugge, ma che spesso non è nient'altro che voglia di dare voce alla mia indignazione.
Eppure, fatta la tara del "classico" pregiudizio dispregiativo sulle masse inadatte alla cultura, quanto poco basta a farlo uomo ben più avanzato e aperto dei nostri contemporanei.
Lascio a lui la parola:
"..ho sempre avuto presente il detto di quel famoso personaggio di Efeso (Eraclito ndt): certamente essere vero che 'le molte conoscenze non arricchiscono lo spirito'; e veramente nello svolgere e percorrere gran copia di volumi, durante tutti gli istanti che potevo sottrarre agli affari, mi sono tormentato ed ho faticato, ma non ricavai da essi che poche cose atte a condurre gli spiriti aperti e ben disposti al desiderio di un'onesta cultura...mi sono limitato a presentare gli elementi e, per così dire, degli assaggi delle arti liberali, quelle arti di cui non è certo inutile e tantomeno sconveniente che un uomo ben educato abbia sentito parlare e si sia occupato." (dalla Prefazione)

Le arti liberali, quelle discipline finalizzate alla formazione di uomini liberi. Reminiscenze scolastiche: per quel tempo erano grammatica, dialettica, retorica, aritmetica, geometria, astronomia, musica.
Forse bisognerebbe ripartire da qui, da un'altra idea di libertà, da un'altra idea della cultura di massa, una cultura che non sia né un lusso né un gioco di società, né tantomeno una merce, ma una necessità, il segno della fine dell'indigenza, utopia del cittadino consapevole e attivo.

E' appena iniziata la scoperta dell'uomo, e già si vuol far credere che non c'è più niente da scoprire. E' un'alba e si cerca di farla passare per tramonto.

martedì 22 luglio 2008

rovescio


poi mi nutro spasmodicamente
dopo la nausea
mi nutro di parole, di sguardi, di profumi
mi nutro di musica, di amicizie vere o soltanto possibili, di malinconia
e cambio casa, in attesa di cambiare vita
ho preso due nuovi moleskine per i miei appunti diurni e notturni
al posto della macchina fotografica
o del registratore
e accosto nelle letture le poesie di Ady e i saggi di Lorenz
la storia del fascismo e i saggi di Barthes
senza percorsi prestabiliti, mi trovo davanti a prospettive inusitate
qualcosa del genere diceva Borges, a proposito del bibliotecario
comunque, sono equilibri delicati
e ho scoperto che Renzo De Felice balbettava, questo me lo rende ancora più vicino e caro
Ady invece era un pazzo e una sorta di profeta fallito, per questo mi sento fratello
per il resto, sto ancora cercando, e questa marea sembra passata

mercoledì 9 luglio 2008

riflessioni sull'arte di vivere


ma chi voglio prendere in giro?

la morte di una persona cara, ancora una volta, reagisce come acido sul volto della mia infelicità stupida e di magro corso.

i fumi stordiscono, insieme al caldo di fine giornata. mi guardo, sfuocato, appannato da un leggero velo di lacrime e vergogna.

mi si rovescia addosso l'amarezza di sapere esattamente dove sta il male, dove inizia esattamente il mio colpevole aggirare l'ostacolo. brucia tremendamente. i confronti si concludono tutti in sconfitta. per un momento mi convinco che è tutto inutile. poi, la rabbia vince, vorrei anche fare festa.

sconfitto e rabbioso in un presente fatto di vincenti e invidiosi.
vista così la vita non ha senso. so bene che è una domanda posta male.

per un attimo il carico di follia si fa insopportabile, il carico di dolore è prossimo all'incendio. fulmini per ogni dove, cecità e sordità, fame d'amore. niente va, il vestito non è mio, l'odio non è mio, quello che vedete non sono io. la morte in cambio di quell'orgoglio salutare che troppo mi manca. dolore che suona come un capriccio.

addio mentre da una stanza di ospedale ti dirigi verso quel "per sempre" così enorme e incomprensibile.
pensavo di poterti conoscere meglio, dopo tutti questi anni.
invece no. so che non ti aspettavi nulla di più da me. ma io sì.
coraggio e umiltà sono ancora tutti da imparare, da bere sino in fondo insieme alle lacrime inghiottite, che sanno di ferro e sangue.
cercherò di lasciarle correre verso quel futuro che mi sembra così difficile da vedere, in queste giornate così turgide di sole.

intanto, là fuori, gli assestamenti della notte.

mercoledì 4 giugno 2008

atmosfera/2

una delle notizie del giorno era questa, presente su molti altri quotidiani, sulla divergenza aperta tra Berlusconi e Lega a proposito del "reato" di immigrazione clandestina.

sul TG5 delle ore 13 silenzio assoluto. per dire, casomai (o cazzomai, come diceva Montesano travestido da signorina che, per fare la fine, pronunciava la s come z) ce ne fosse bisogno, che bellezza di informazione.

e, giusto per ricordare che la nostra non-politica arriva anche all'estero, ecco un articolo doloroso in un sito interessantissimo

atmosfera


piove, piove

la gatta non si muove

nemmeno l'Italia

lunedì 19 maggio 2008

menù alternativo

invece di stare col naso a bagno nei liquami dell'inutile cronaca politica (polemiche Italia/Spagna, AN affossa o no il "reato di immigrazione clandestina"?, ecc.ecc.), ecco due proposte utili all'amarezza e al disincanto, incentrate su realtà allegramente e preferibilmente ignorate nelle loro reali dimensioni:

- questa pagina di notizie su un documentario dal titolo "Biùtiful cauntri", sui rifiuti e le condizioni nella zona del napoletano (e Acerra in particolare) che ho potuto vedere venerdì scorso. causa maltempo avrei dovuto suonare, ma il concerto è saltato. così mi sono trovato nella sala interrata del centro sociale dove stavano proiettandolo. buona visione, preparate il Maalox perché l'acidità di stomaco si presenta quasi subito. i lumbard avranno di che stupirsi ascoltando dei contadini campani che sanno parlare correttamente in italiano, tra le altre cose, ma non voglio rovinare le sorprese;

- invece quest altro documentario "Oil Crash" è di origine svizzera e riguarda più in generale le risorse energetiche. esiste anche un sito dallo stesso nome. il Maalox torna buono anche qui.

Gli spunti, critici nel bene e nel male, sono molti. Buona lettura e buona visione.

martedì 6 maggio 2008

manoir de mes rèves




avrei potuto dire, o fare, e invece no
vanno di moda le inversioni di tendenza, le definizioni inventate, le costituzionali ostentazioni di appartenenza, le cesure al dialogo
ma io continuo ostinatamente a non sapere
senza assolvere ai preliminari, ogni prolungamento è sterile, è un tentacolo tagliato che si contorce
ogni parola o gesto lasciano dietro di sé il proprio significato
e allora tutto è possibile ma niente è reale, resta solo un granello di nausea, un tentativo di divinazione, l'interrogazione muta al volgere del cerchio del tempo

sto parlando di me, dell'amore, della rabbia, della politica, della musica, della poesia
sto parlando di me ad un anno di distanza dalla nascita della scrittura su questo blog
a trentaquattro e mezzo dalla mia nascita
e a quanto da un nuovo cambiamento?

un sole pigro entra dalla finestra finalmente sgombra di scaffali, dopo il rinnovamento del mio ufficio
il sole entra di sera, quando se ne sono andati tutti, e io comincio a lavorare volentieri
ma ancora più volentieri me ne torno a casa a ripulirmi della lunga giornata a volte trascinata e a volte spinta coi soffi come una piuma
come si fa a digerire tutta l'inutilità verbale e culturale che precipita addosso ogni giorno?
come si fa a reggere l'utilissimo spettacolo delle opinioni in libertà?
i conti tornano solo per amor di retorica e ipocrisia

avrei dovuto imparare a scrivere nel sole
avrei dovuto imparare i nomi degli alberi
(forse sarò più chiaro domani
o lo sono già stato troppo)

lunedì 7 aprile 2008

settimana di passione

ho sbirciato qualche vero o finto dibattito, tanto per acquietare la coscienza, senza il minimo risultato, ovviamente, anzi
poi le rassegne stampa ogni mattina, articoli e notizie letti in rete
e i miei libri per riflettere veramente
alla fine non cambierò idea, e ripeterò la scelta delle passate elezioni
certo, ora è "formalmente" diverso
ma il mio voto andrà comunque qui
non ho altro che la speranza di non consegnare il Governo alla destra (o alle destre), di non vedere seduto un leghista in un posto nel quale sia visibile al di là del Po e delle Alpi, o un finto credente legiferare a vanvera e pericolosamente, o un imprenditore buono per la galera fare il presidente del consiglio
spero si possa davvero uscire dal tunnel di questi 15 anni vergognosi, degno frutto di 40 anni di collusione e corruzione (con alcune parentesi felici)
certo, la mia scelta, sofferta, discutibile, parziale e tutto quello che volete, non basta
uh, mi piacerebbe moltissimo che le sinistre lavorassero insieme invece di fare i bimbi dispettosi
j'aimerai bien dicono i francesi con una espressione che mi piace assai
oh, certo, non credo minimamente che Veltroni sia il Veltro dantesco, detesto i personalismi e soprattutto essere preso in giro (o per il culo, più icasticamente, se preferite); il mio voto non è di idolatria o approvazione nei suoi confronti, ma piuttosto di apprezzamento e fiducia per alcuni di coloro che fanno parte della lista candidati del PD
ah, sì, certo, è una scelta raffazzonata, forse, senz'altro meno che perfetta
ma la faccio con cuore puro, a testa alta

martedì 19 febbraio 2008

giorno prima degli esami


dormire poco mi fa un effetto eccitante
sarò strano
mi sento suonare sugli accordi di ESP o Freedom Jazz Dance mentre davanti a me sulla scrivania ci sono caretellette piene di numeri, le dichiarazioni IVA
le sinestesie abbondano come frutti maturi
sono straordinariamente reattivo sessualmente, praticamente un caso di satiriasi (non è che di solito sia un eunuco, ma insomma, esistono vie di mezzo). del resto suonare jazz è anche esercitarsi nell'erotismo della musica, right?
sarà che c'è la luna piena e questo conta, altroché se conta
o sarà che sto convertendo il disagio dell'eterno studente in vero diritto allo studio e al cambiamento

come Salvador Dalì che si addormentava con un cucchiaio in mano per violare il mistero del sogno, e conquistare l'ispirazione del momento del trapasso, tra veglia e sonno, tra vita e morte, le sue carni sciolte, gli occhi gibbosi, le formiche e i cieli pieni di resti umani, i colori rabdomantici
tra Eliot e De André, se si continua a scrivere dopo i 25 anni (o i 18 secondo il più moderno Fabrizio) o si è degli idioti o si è poeti veramente
ma come unire l'età della pornografia, di massa e individuale, e la poesia, sono più lontani o più vicini di quanto si pensi?

non lo so, intanto l'overdose di storia bizantina mi dà alla testa, età violenta, e nella ricostruzione così rivelatrice, come ogni storia col senno di poi
fratelli che uccidono fratelli, figli che uccidono i padri, madri che uccidono i figli, eserciti di soldati accecati che marciano al comando di comandanti orbati di un solo occhio, a suggello di terribili vittorie, patti violati di continuo, intrighi e politica come convenzione di un attimo, età di controversie cristologiche, violenze spirituali, ortodossia ad ogni costo, l'età in cui è stata forgiata la dogmatica cristiana a colpi di concili e decreti che ignoriamo, in cui gli arabi erano più tolleranti dei cristiani, così bravi a rovinarsi da soli per il puro piacere di ottenere ragione, pur di cancellare il dubbio. un gran mercato dove la verità è soggetta a variazioni di cambio, a "naturali cali di peso" come certi cibi, e al fallimento costante. tutte cose che si dimenticano presto. contro questo pensare per blocchi omogenei che è la morte del pensiero e della verità.
comunque, domani si gioca. ecco, il gioco, forse sì, è la chiave. a dopodomani, coi risultati.

giovedì 14 febbraio 2008

my favorite things (o quotidiana /3 o 4 boh...)



lazybatusu con R-Evolution sulla radio in streaming via internet (Swissgroove-groovy-jazzy-funky-trippy, sic!) mentre compilo le comunicazioni per le lettere di intento ricevute per il mese di gennajo 2008

il ricordo di una intima conversazione nudi nel letto e abbracciati, tra il caldo/freddo di una trapunta rossa piegata, la porta socchiusa, gli occhi socchiusi, il respiro socchiuso, e dopo facemmo fatto l'amore

il mio amico Giacomo che pubblica sul suo blog un suo arrangiamento di uno standard jazz e mi fa venire finalmente voglia di scaricare la versione demo del software Sibelius per scrivere gli spartiti

lo stordimento da poco sonno, simile ad una leggera ubriachezza, rivedo le finestre serrate all'ora di cena del paesino in cui feci il servizio militare mentre vagavo per le strade in cerca di compagnia, i miei commilitoni che mi facevano correggere le loro sgrammaticate lettere d'amore, le parole delle poesie di Tartaglia, la cecità, la sordità e le magnifiche visioni, il tradimento che rende migliori, accettare il mistero e non ridurre tutto a logica, la lectio difficilior dei filologi, e restarsene a naso in sù, oltre il lampione fulminato, ad ammirare il cielo nitido del pomeriggio

portarmi pile di libri a letto, quando mi vengono le idee più strane, le intuizioni più meravigliose, e quel che mi meraviglia di più è che una volta sfumate nel rancore del sonno, non tornano più. diceva una cosa simile anche Vasco Rossi, per capirci...

i ricordi, la memoria, che da secoli si dice siano alla base della creatività, della poesia, della musica, e vista la situazione attuale si potrebbe anche decidere che forse un po' di verità c'è in questo discorso

trovare un libro che non sapevo stessi cercando, e credere che mi abbia trovato lui

provare ad approfondire il digiuno, lo shiatsu, la bioenergetica, il tuina, il qi-gong, la musicoterapia Orff o Lecourt o Benenzon, gli esercizi superiori dei monaci tibetani, ma dormo troppo poco e al mattino faccio sempre i soliti quattro o cinque movimenti

la sonorità della scala sul quarto grado del modo minore armonico

lasciare commenti nei blog e leggere i commenti sul mio

la pace del mattino a casa, tutto il giorno libero davanti, e decidere di fare quello che ci pare come e quando ci pare

guardare mia moglie mentre dorme, innocente davvero, e pensare che no non mi merita, e che sì mi merita, e che no non la merito io, e che ho sonno, tutte le sere così non se ne può più

uscire da un periodo difficile, sopraffatto dalla cognizione della stupidità, dell'ipocrisia, della frustrazione...una mattina, o bella ciao, faccio doccia e barba e sono leggero, proprio quando la sera prima non ne potevo più e rientravo sotto l'ombra della fine, la dolcezza del nulla, musica libri aria inerti, nonostante le grandi tazze di tè per scaldarmi, io che sono sempre a temperatura superiore...

prendermi dieci minuti di pausa dal lavoro chiudendomi in bagno con un libro di poesie

la gatta che dorme, le mie nipotine piccole che mangiano le tagliatelle della nonna (mia madre) e poi si divertono a fare la lotta con me, il mio nipote maggiore che mi chiede di portarlo ancora a mangiar la pizza con le polpette pugliesi, unta come un oliveto ma dio quant'è bbuona, perché poi beviamo la birra e anche il Grand Marnier mentre si sfoga sulla sua giovinezza difficile

questo e altro, e il pensiero che la vita non basta mai
when the dog bites
when the bee stings
when i'm feeling sad
i simply remember my favorite things
and then i don't feel so bad

giovedì 7 febbraio 2008

quotidiana/2 (o forse 3, boh...)





giro con un borsello di pelle chiara, comprato a San Marino la scorsa estate
bello, per carità, di ottima pelle morbida
proprio io che ho preso tanto per il culo mio padre, che andava persino a fare le scampagnate con il suo, di borsello. probabilmente per poter chiamare le amanti senza problemi, ammesso che il telefonino prendesse, alle pendici della Carpegna. soprattutto come se nessuno lo sapesse. lo scrivo col sorriso, tra cinque giorni sarà il quarto anniversario della sua scomparsa. ciao pa'.


beh, comunque il mio borsello scoppia di carte, forse anche di salute, ma certamente di carte. scontrini e ricevute varie, dal benzinaio alla trattoria, dal bar al parcheggio. e poi una succursale della mia collezione di "address" di locali, vari. segnano alcune tappe della mia vita, boe per i ricordi di un marinaio mancato come me.
il ristorante indiano di Copenhagen, col suo buffet centrale immerso in una rossa luce soffusa, o quello greco di Helsingor (la Elsinore di Shakespeare) sul mare, uno yogurt con miele e frutta secca eccezionale in quella giornata di sole con la mia ex, una delle poche oasi serene;
il ristorante marocchino (credo) di Parigi, in place Bastille, e quell'ottimo cous-cous bollente di verdure dopo una lunga giornata a piedi per le vie della città;
la trattoria Marianna a Rimini, sul ponte di Tiberio, dove un fisarmonicista allietò la nostra ottima cena di pesce in un giugno torrido e affollato con le musiche di Nino Rota, pieno di luci;
l'enoteca di via delle Botteghe Oscure, pausa nella notte bianca romana, e quella splendida ragazza seduta sul divanetto in attesa si liberasse il bagno, che guardava proprio me, ma mi aspettava il caffè con un vassoio di saporosi dolcetti artigianali, e mia moglie, soprattutto;
il caffè letterario a Berlino, una veranda art nouveau dove il cameriere anziano e grasso ci fece l'imitazione del pollo, facendoci morire dal ridere, per farci capire cosa significasse quel huhn scritto a mano sul menù, ma l'avevamo già capito perché avevo appena comprato un minidizionario e stavo affannosamente traducendo la carta. mi sorrise quando dissi sehr gut a proposito degli eccellenti piatti mangiati;
il Porticciolo sul lago Maggiore, sospeso sull'acqua, albergo ristorante con una carta dei vini che sembra un volume di pagine gialle, e l'umidità fa rabbirividire anche d'estate, quando si accendono le ville sulle rive e immagini le vite lì dietro, le voci, le musiche...

tutto questo per un borsello, magico, come tutte le tasche.
anche oggi è un giorno di sole, e sono sereno.

mercoledì 23 gennaio 2008

frattaglie e bagattelle


alcuni abitanti della striscia di Gaza hanno forzato il blocco della polizia egiziana, che fortunatamente non ha reagito sanguinosamente, per andare a procurarsi cibo e benzina che mancano da diversi giorni, in conseguenza dell'embargo israeliano, appena allentato in seguito ad una tutto sommato timida (così passa la notizia) reazione di indignazione internazionale

Formigoni, presidente della regione Lombardia, pare in accordo pressocché unanime con i medici, ha stabilito in 22 settimane il tempo limite per il ricorso all'aborto

il tribunale di Bruxelles ha sancito la discriminazione contenuta in una sentenza francese che negava l'adozione ad una lesbica single (la definizione non è granché, ma così è stata letta in rassegna stampa)


esiste un ricorso, condiviso e giudicato gravissimo nel merito dal presidente della Corte Costituzionale Giuliano Vassalli, un ricorso posto da 8 senatori della Rosa nel Pugno, votati ma esclusi dalle nomine. a farla breve, la questione (taciuta e mai diffusa dai beneamati media) azzererebbe tutte le difficoltà attuali del Governo. di questi otto, infatti, due dovrebbero sostituire altrettanti senatori dell'opposizione, e uno dovrebbe prendere il posto del senatore Turigliatto, facente parte della maggioranza ma ad essa contrario. giusto tre voti, pari a quelli della recalcitrante Udeur. così, per dire. a due anni dalle elezioni non se ne farà ormai nulla, e tanti saluti, come sempre, alla Legge.

in merito alle questioni aborto e adozioni, e figli in generale...approvo l'adozione e trovo che la legge 194 sia una conquista, non uno smacco, trovo però che sia anche difficile, in certa misura sbagliato, e purtroppo spesso impossibile, riuscire a fare delle discussioni non di principio, sempre al confine con l'ideologico, su questi argomenti. aborto e adozione sono spesso solo la fase culminante del cammino esistenziale delle persone che vi fanno ricorso, persone che avrebbero bisogno di informazioni serie, di riferimenti validi, di strutture sicure, di accesso libero e garantito a risorse culturali ed economiche. questo è secondo me l'argomento principale del quale poco si discute, attaccandosi alle norme astratte. si tratta di capire, provare a capire veramente, nel medio-lungo termine, cosa accade ai feti (le ricerche sull'udito di Tomatis sono sconvolgenti, la memoria uditiva, che è una memoria sensoriale, esperienziale, risale fino al secondo mese dal concepimento, e a volte anche prima), cosa accade durante lo sviluppo ai figli di genitori single, magari omosessuali. senza falsi problemi, né idee preconcette. mettere in discussione tutte le categorie (Veronesi sostiene che - parlando di scienza, certo, ma non soltanto, direi - ogni 7 anni il 50% delle nostre conoscenze vengono superate. c'è di che riflettere). quasi impossibile, mi rendo conto. principi, e idee di fondo ne abbiamo tutti (si spera, e si spera siano serie). bisognerebbe, però, altresì riconoscere che spesso non sono altro che le nostre idee sul mondo, su come va la vita. idee spesso sbagliate, confuse, infondate. e riconoscere che il tempo concessoci è troppo breve per la presunzione, che moriremo senza aver capito gran parte delle cose che sono accadute fuori e dentro di noi, qui ed ora. per questo queste idee dovrebbero passare in secondo piano davanti alle esistenze concrete, alle vite reali di adulti e bambini, che vivono, amano, gioiscono, soffrono e scontano sulla loro pelle la pochezza e la scorrettezza intellettuale dei dibattiti, delle ricerche, degli scontri.

venerdì 18 gennaio 2008

giuste proporzioni

oggi è morto improvvisamente un cliente "storico" dello studio
sessantuno anni compiuti da pochi mesi
non che fossi particolarmente legato a questa persona, non è una questione di affetto quanto di comprensione
un telegramma alla famiglia, alla quale comunque penso, e immagino lo strazio e gli squilibri imprevisti (mio padre morì qualche anno fa, non si possono immaginare gli effetti)
mi richiama ad una certa serietà, alla cognizione dell'irrevocabile che circonda le nostre vite

impallidisce persino il gravissimo caso Mastella (che fa impallidire a sua volta la mediatica e approssimativa querelle sul papa e l'università), il comportamento indegno del parlamento, l'evidenza che in quindici anni di riferimenti craxiani/berlusconiani la magistratura è ormai considerata in primo luogo un covo di opportunisti e spregiudicati untori del quale è normale pensare che nasconda trame e complotti, dove lo scontro e l'interdipendenza dei poteri ci riporta a prima di Montesquieu, e la giustizia umiliata da cinquant'anni di crimini impuniti e da fallimentari processi di corruzione si trova una volta di più a doversi difendere da non-idee endemicamente diffuse, dove si perdono le percezioni della correttezza, della regolarità, la capacità di contestualizzare

come un soffio di vento gelido, astiosamente penso che moriranno tutti, moriremo tutti, e non vi sarà giustizia altra che questa, la giustizia dei ciechi, la cieca giustizia della fine
ogni cosa verrà dimenticata e, finché vi sarà una lingua capace di esprimere, sufficientemente capace di essere logos e non chiacchiera, la memoria sarà una vocazione riservata a coloro che sapranno sognare un futuro, a spese loro. a spese nostre.

mercoledì 16 gennaio 2008

se non è magia questa...


e questo è solo uno dei vari esempi della post-modernità elettronica.
vendono tutto l'armamentario del caso, con tutte le viete e cialtronesche simbologie, e i riferimenti sbagliati necessari, comprese quelle che sono vere e proprie armi (coltelli lunghi 39 o 46 cm. come li vogliamo chiamare?). mi fa però sorridere il linguaggio professionale da supermercato. ma tanto è un mondo che non esiste, come la pornografia, frequentato solo da milioni di persone, da pseudo studiosi, da sociologi da tre soldi, da santoni criminali, affaristi e insospettabili, se non fossero sotto gli occhi di tutti. speriamo che lo sdoganamento non sia, come per la pornografia, un banale incasellamento di tutto questo nella categoria della libertà di espressione, ma ci siano finalmente dei seri tentativi popolari di comprensione.
comunque c'è anche la sezione corsi, dove, tra il materiale fornito, c'è un indispensabile grimoire bianco rilegato in finta pelle. umana, aggiungerei.

martedì 15 gennaio 2008

aurea brevitas/2

I grandi cervelli fuggono all'estero.
Speriamo che il mio torni presto.

(grazie a Frankie, sul forum di neurologia)